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Pranzo illegale tra dirigenti a Brescia, a base di uccelli protetti

CC BY-SA 3.0 / Wikipedia / Greg Hume / Il condor delle Ande
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Pranzo non autorizzato nella sede della Comunità montana di Valle Trompia, con menu a base di uccelli locali protetti dalle leggi. Unanime lo sdegno e lo sconcerto.
Sede della Comunità Montana di Valle Trompia a Gardone Valle Trompia, provincia di Brescia, venerdì scorso uomini dell’ex corpo forestale entrano all’ora di pranzo e scoprono un banchetto a buffet, con sedie distanziate, a cui partecipano circa 20 tra dirigenti e impiegati pubblici dell’ente.
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Uno dei commensali, infatti, nascondeva sotto al tavolo una padella con vari esemplari di uccelli protetti. In totale 65 esemplari morti e ben cotti di fringuellidi, tra cui una peppola e due frosoni che sono particolarmente tutelati dalle normative.
E mentre gli uccelli sono finiti sotto sequestro, un uomo con regolare licenza di caccia è uscito allo scoperto e si è addossata tutta la responsabilità sull’uccisione degli uccelli.
Il cacciatore è stato denunciato per violazione della legge anti-caccia numero 157 del 1992.

Provvedimenti disciplinari

Il presidente della Comunità montana, Massimo Ottelli, non presente al pranzo clandestino, si è detto pronto ad adottare gli eventuali provvedimenti disciplinari “in base alle specifiche responsabilità accertate dalle verifiche in corso”, lo riporta il Corriere della Sera.
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Il presidente della Comunità montana, ha infatti ricordato che l’ente è nato appositamente per tutelare l’ambiente montano e i suoi abitanti, cittadini e animali che vi vivono. Per tale motivo ha annunciato che se si presenteranno i presupposti, l’ente si costituirà parte civile a tutela del nome della Comunità montana.

Sdegno unanime

Unanime lo sdegno di Enpa Brescia e della Lega anti-caccia che si dicono amareggiati e arrabbiati, in particolare perché proprio chi avrebbe dovuto dare l’esempio non lo ha fatto.
Anche due parlamentari della Lega, Stefano Borghesi e Matteo Micheli, intervengono sottolineando che quanto accaduto crea un danno di immagine alla Val Trompia e all’ente.
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