Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

"Intermediario tra Italia e Cina". Il ruolo di D'Alema nell'acquisto dei ventilatori cinesi

© Sputnik . Mikhail Klimentyev / Vai alla galleria fotograficaMassimo D’Alema
Massimo D’Alema - Sputnik Italia, 1920, 19.04.2021
Seguici su
L'ex premier è presidente onorario della Silk Road Cities Alliance di Pechino e il suo nome figura in una delle mail inviate dal fornitore cinese alla Protezione civile italiana per l'acquisto di 140 ventilatori polmonari che si sono poi rivelati "privi del marchio Ce".
Centoquaranta ventilatori polmonari per le terapie intensive sospesi perché non a norma. Il caso è esploso nel Lazio e riguarda la partita di respiratori “Aeonmed Vg70” acquistata dall’ex capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nelle prime fasi della pandemia. Ora quegli stessi dispositivi sono risultati essere “privi del marchio Ce e non conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa vigente”.
Secondo il quotidiano La Verità, che ha dato per primo la notizia, a fare da intermediario per l’acquisto fu l’ex premier Massimo D’Alema. Il suo nome, infatti, figura in una mail inviata dalla società cinese Silk Road Global Information Ltd a Borrelli, Domenico Arcuri, allora ad di Invitalia, Roberto Rizzardo, dirigente della stessa società, e a Silvia Fabrizi, il cui nome, come ricorda Il Fatto Quotidiano, compare anche nell’inchiesta sulle mascherine cinesi.
“Abbiamo appena ricevuto informazioni dall’onorevole D’Alema Massimo che il vostro governo acquisterà tutti i ventilatori nella lista che ho allegato a questa e-mail”, si legge in particolare nella missiva inviata dal fornitore cinese per confermare il contratto.

L'ex premier si difende: "Ho solo messo in contatto le due parti"

Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex premier però chiarisce di essersi “attivato per il Paese” in un momento critico come quello delle prime fasi della pandemia. “Le modalità dell’acquisto – assicura nel colloquio con lo stesso quotidiano - furono assolutamente trasparenti e documentate sul sito della Protezione civile”.
“I cinesi – ricostruisce - mostrarono la documentazione relativa ai modelli reperibili sul loro mercato e la Protezione civile scelse il prodotto di cui si parla; che, fra l’altro, era il più ricercato e di cui, negli stessi giorni, il comune di New York comprò mille esemplari. A quel punto, i ventilatori furono acquistati e inviati in Italia”.
“Ritengo – ha commentato - che chi si è attivato per il nostro Paese vada ringraziato; per quanto mi riguarda, ho solo messo in contatto le due parti”, “in virtù delle mie buone relazioni internazionali coi cinesi”.
“Lo Stato italiano – ha chiarito ancora D’Alema - poteva pagare alla consegna mentre i cinesi chiedevano che si saldasse al momento dell’ordine. Un’associazione internazionale, di cui faccio parte, si fece carico di comprare questi ventilatori per conto del governo italiano, anticipando di fatto i soldi”.

Gli affari con la Cina

Resta, come sottolinea Il Tempo, il nodo della cifra spesa per acquistare i dispositivi Made in China. Nel contratto del 13 marzo 2020, come rivela lo stesso quotidiano, si parla di 140 pezzi venduti a 19mila euro l’uno, per un totale di 2,6 milioni di euro. Ma dalle casse della Protezione Civile il 12 maggio sono usciti 1,9 milioni di euro per la commessa.
Non è chiaro se i ventilatori effettivamente ordinati fossero meno di 140, o se proprio grazie all’intermediazione dell’ex premier lo Stato abbia potuto acquistarli ad un prezzo di favore.  
Ma perché l’ex segretario dei Ds vanta un ascendente così significativo nelle relazioni tra Italia e Cina. A rispondere è sempre il quotidiano di piazza Colonna, che evidenzia come gli affari, stavolta, c’entrino più della politica. Oltre ad aver fondato nel 2019 una società dal nome eloquente, la Silk Road Wines Srl, per commercializzare ad oriente i vini italiani, l’ex premier ha dato vita ad un’altra azienda, la DL&M Advisor Srl, che si occupa di consulenza finalizzata all’internazionalizzazione di prodotti e attività, con attenzione ai mercati dell’estremo oriente.
In più D’Alema figura come presidente onorario della Silk Road Cities Alliance di Pechino, associazione internazionale che secondo alcuni quotidiani sarebbe legata proprio alla Silk Road Global Information Ltd, la stessa società che ha venduto all’Italia i ventilatori poi risultati non a norma.

L'interrogazione di Italia Viva

Il caso rischia di finire anche in Parlamento, con il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha chiesto di istituire una commissione di inchiesta “su ciò che non ha funzionato”. Compresi gli “strani ventilatori cinesi”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала