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La vendita online affossa i negozi al dettaglio: 70.000 a rischio fallimento nel 2021

© Sputnik . Evgeny UtkinLe persone in un negozio
Le persone in un negozio - Sputnik Italia, 1920, 18.04.2021
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I numeri dell'e-commerce sono davvero impressionanti, e la sua ascesa rischia di mettere alle strette le attività commerciali tradizionali soggette alle restrizioni per la pandemia.
Circa 70.000 attività commerciali rischiano di cessare entro la fine del 2021 qualora non dovesse prodursi una decisa inversione di tendenza rispetto alla totale supremazia delle vendite online rispetto a quelle di negozi e supermercati.
Lo mette in evidenza uno studio della Confesercenti, nel quale viene sottolineato come la grande ascesa dell'e-commerce, unita alla crisi dei consumi dettata dall'emergenza sanitaria, abbiano letteralmente affossato il commercio al dettaglio.
Tra le imprese a maggior rischio, figurano le 35.000 inserite all'interno di centri e gallerie commerciali, per i quali Confesercenti chiede l'inserimento nel "piano delle riaperture".
"Di fatto, le misure di restrizione, per le modalità con cui continuano a essere attuate, stanno determinando una strutturale e non governata redistribuzione delle quote di vendita verso il canale on-line. A rischio sono soprattutto le 35mila attività collocate dentro i centri e gallerie commerciali. L'obbligo di chiusura nel fine settimana, che rappresenta il 40% delle vendite di queste attività, è un cataclisma sul comparto", si legge nell'analisi di Confesercenti.
Criticato in particolar modo il divieto di chiusura delle aree commerciali, che, secondo lo studio ignorerebbe "gli alti standard di sicurezza, dall'areazione al controllo degli ingressi, disposti da centri e gallerie", provocando un danno pari ad almeno 1,5 miliardi di euro ogni week end.
© Sputnik . Evgeny UtkinVetrina di un negozio a Milano, Italia
Vetrina di un negozio a Milano, Italia - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Vetrina di un negozio a Milano, Italia

I numeri

A quanto emerso, nel primo bimestre 2020 gli acquisti della grande distribuzione e delle piccole superifici hanno ceduto rispettivamente il 3,8% e il 10,8%, a fronte di u naumento delle vendite online del 37,2%.
Una tendenza, quella dell'accelerazione dell'e-commerce, che aveva avuto inizio già dallo scorso mese di ottobre, e che ha sostanzialmente ripercorso quanto avvenuto lo scorso anno in occasione del primo lcokdown di marzo-aprile 2020.
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