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Montanari trending topic su Twitter per gli attacchi a Draghi e Salvini su riaperture

© AP Photo / Alessandra TarantinoCoppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta "Andrà tutto bene" a Roma
Coppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta Andrà tutto bene a Roma - Sputnik Italia, 1920, 17.04.2021
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Lo storico dell’arte aveva firmato la petizione per difendere il ministro Speranza e dare man forte alla ala rigorista.
È una lotta a colpi d tweet e ospitate tv quella che sta combattendo personalmente lo storico dell’arte Tomaso Montanari che da giorni si schiera contro le riaperture e dall’annuncio di ieri del premier Mario Draghi sulla ripresa di diverse attività dal 26 aprile è diventato di tendenza su Twitter.
“Il comportamento irresponsabile è aver affidato i vaccini al tizio in mimetica, e riaprire contro scienza e coscienza. Non credo che né Draghi né Salvini né lei salirete su un autobus pubblico...”, ha scritto sul social network Montanari.
​E già ieri il saggista e accademico aveva fatto parlare di sé attaccando il leader della Lega a Otto e Mezzo: "Salvini dice il 26 aprile come la Liberazione? Il paragone non è appropriato, Salvini ha qualche problema con la Liberazione e troppe contiguità col fascismo”, aveva dichiarato su La7.
Per lo storico riaprire adesso potrebbe comportare problemi ad agosto e danni “gravissimi non solo in termini di vite, ma anche economici”.

I tweet contro le riaperture

Per Montanari è sbagliato allentare le misure e lo ha spiegato in diversi tweet sottolineando che è difficile “comportarsi bene” “dovendo salire su un autobus pieno per andare a scuola o al lavoro?”.
Quindi “si scarica sui cittadini la sparizione dello Stato, che riapre tutto con un calcolo sbagliato, come dicono Galli e Crisanti. È un tiro di dadi irresponsabile”.
Sulle posizioni ci sono favorevoli e contrari.
 

Il manifesto pro-Speranza

Montanari per difendere la linea oltranzista che fino a ieri aveva predominato nell'orientamento del governo, mantenendo il pugno duro sulle chiusure, aveva anche firmato il manifesto a difesa del ministro della Salute Roberto Speranza, lanciato con l’hashtag #IostoconRoberto.
Ma poche ore dopo su Twitter ha spiegato a un utente che lo attaccava che “quel manifesto voleva evitare esattamente questo: che si facesse come vuole Salvini. Invece Speranza ha ceduto. E ha fatto malissimo".
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