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Covid, la Commissione europea vuole altri vaccini: proseguono le trattative con NovaVax

© Filippo AttiliSomministrazione dei vaccini al centro vaccini di Fiumicino
Somministrazione dei vaccini al centro vaccini di Fiumicino - Sputnik Italia, 1920, 17.04.2021
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La compagnia americana ha sviluppato un vaccino contro il coronavirus con una tecnologia diversa dagli altri fino ad ora in circolazione in Europa che si basa sulle proteine.
Dopo le polemiche sulla strategia utilizzata da Bruxelles per l’approvvigionamento dei vaccini anti-Covid in Europa, i problemi legati alle forniture di AstraZeneca e i casi sospetti di trombosi per lo stesso vaccino anglosvedese e per Johnson&Johnson, la Commissione sta cercando di allargare il suo bouquet di preparati a disposizione per la lotta alla pandemia.
Sono ancora “in corso” i negoziati con la compagnia statunitense NovaVax per un contratto per il vaccino anti-Covid Nvx-CoV2373, ha detto il portavoce della Commissione per la Salute, Stefan de Keersmaecker.

Come funziona il vaccino di NovaVax

L’esecutivo europeo ha concluso a dicembre i colloqui esplorativi con NovaVax. L’obiettivo è di acquistare 100 milioni di dosi del vaccino, con un’opzione per altri 100 milioni.
Il vaccino è basato su una tecnologia diversa rispetto ai preparati che si trovano attualmente a disposizione delle campagne vaccinali in Europa.
Il Nvx-CoV2373, infatti, è basato sull'uso di proteine.  I sieri Pfizer/BioNTech, Moderna e CureVac si basano sulla m-Rna, AstraZeneca e J&J sul vettore degli adenovirus.
Il preparato di NovaVax contiene minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina spike (S) presente sulla superficie del coronavirus e una sostanza "adiuvante", che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie.
Il sistema immunitario della persona vaccinata riconoscerà le particelle proteiche come estranee e risponderà con gli anticorpi. Secondo l’azienda l’efficacia è dell’89,3% ma sembra che la variante sudafricana sfugga in parte alla risposta immunitaria.

Il vaccino francese

La Commissione è in trattative anche con la società francese Valneva con cui non è stato, però, ancora firmato alcun contratto per eventuali 30 milioni di dosi.
Il vaccino di Valneva, Vla2001, è basato su una quarta tecnologia quella che utilizza le particelle inattivate di coronavirus Sars-CoV-2.
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