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Anestesisti contro le riaperture, Petrini: "I politici vengano a visitare le terapie intensive"

© REUTERS / Emilie Madi I medici lavorano in terapia intensiva
I medici lavorano in terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 17.04.2021
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I medici anestesisti ritengono un errore riaprire adesso con un livello ancora critico delle terapie intensive dove è aumentata la percentuale di pazienti giovani. Per la presidente Siaarti si sta affermando la priorità dell'economia sulla salute.
La riapertura anticipata al 26 aprile ha sollevato perplessità all'interno della comunità medico-scientifica, per il livello ancora alto dei contagi. Dopo i dubbi sollevati dal professor Galli, adesso è la presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), Flavia Petrini, a mettere in guardia sul rischio di un aumento dei decessi causato da un prematuro allentamento delle restrizioni. 
Riaprire adesso "è sbagliato" perché "non ci sono le condizioni", afferma la Petrini, secondo cui la decisione di ripartire è dettata più da ragioni economiche che non dall'esigenza di tutelare la salute. 
"Si può fare: basta, però, che si dichiari che abbiamo deciso di sopportare decessi e impossibilità di cure per salvare un'economia che è arrivata a un punto limite. L'economia deve avere la precedenza? Bisogna dichiararlo, anche se è incostituzionale perché la Costituzione dice che il diritto alla salute è un diritto primario", ha dichiarato in un'intervista rilasciata ad AdnKronos. 
La presidente degli anestesisti, i medici schierati in prima linea nella lotta al nuovo coronavirus, snocciola i dati delle terapie intensive, ancora troppo alti.
Il tasso di occupazione è infatti superiore alla soglia critica 30%, un livello da allarme rosso. 
Con le riaperture i decessi continueranno ad aumentare mentre "l'età media dei ricoveri si sta abbassando e questo è in parte l'effetto delle vaccinazioni- spiega - ma indica anche che la virulenza di Sars-Cov-2 è alta se porta al ricovero persone più giovani".
"Vorrei che venissero i politici nelle nostre rianimazioni. Anche i no vax cambiano idea quando entrano in una terapia intensiva. E vorrei che anche la stampa mostrasse le immagini senza il velo della privacy, perché ci si rendesse conto", prosegue Petrini. 
© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
Unità di terapia intensiva - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Unità di terapia intensiva

La vaccinazione in Italia

In Italia sono stati somministrati 14.643.764 dosi di vaccino contro il Covid-19 delle 17.323.080 ricevute, pari all'84,5%, secondo il report di Aifa aggiornato a sabato 17 aprile. Le persone immunizzate con entrambe le dosi di vaccino sono 4.332.143. In Italia sono utilizzati nella campagna di vaccinazione le fiale di Pfizer/Biontech, Moderna e AstraZeneca. Aifa ha inoltre approvato il vaccino monodose di Johnson&Johnson. 
 
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