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Sorella di Quattrocchi: “Le Sue parole sempre attuali”

© Foto : Graziella QuattrocchiFabrizio Quattrocchi
Fabrizio Quattrocchi - Sputnik Italia, 1920, 16.04.2021
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“Adesso vi faccio vedere come muore un Italiano”. Era il 14 aprile 2004, queste le ultime parole di Fabrizio Quattrocchi qualche istante prima di essere ammazzato dai suoi rapitori in Iraq.
Erano gli anni della guerra in Iraq scatenata dagli USA contro Saddam Hussein, l’Italia vi prese parte con un contingente militare. Fabrizio Quattrocchi a sua volta decise di partire per L’Iraq come “contractor”, insieme a molti altri “professionisti della sicurezza privata”.
Era la notte tra l’11 e il 12 aprile del 2004 quando Quattrocchi venne rapito a Baghdad con tre colleghi italiani: Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio, successivamente liberati, pare, da un commando statunitense.
Rapitori e carnefici di Quattrocchi furono i militanti jihadisti del sedicente gruppo “Falangi Verdi di Maometto”. Ma sul quel rapimento e su quell’omicidio non è mai stata fatta piena luce.
Rimane il ricordo di quell’italiano di 36 anni, di quello sguardo cupo nell’obiettivo dei sequestratori nel video di conferma del rapimento, ma soprattutto di quelle immagini che ancor oggi pesano e ci conquistano per tanta dignità davanti alla morte. Non ci sono definizioni se non fiero, valoroso, coraggioso: Fabrizio in una buca col capo coperto, la richiest a un attimo prima della morte di togliere la kefiah dal viso per guardare negli occhi i propri aguzzini e per mostrare loro “come muore un Italiano”.
Al di là delle ideologie o delle possibili ragioni che hanno spinto Quattrocchi in Iraq rimane quella frase fortissima, granitica come scolpita nella roccia. Una frase che riecheggia dentro di noi e che ci porta a interrogarci su come sarà la nostra morte e come vivremo i nostri ultimi istanti, oppure tentando di immedesimarci nello stesso frangente con la morte davanti agli occhi chiedendoci: “noi come ci saremmo comportati?”. Quanti di coloro che hanno criticato Quattrocchi avrebbero avuto il coraggio e la dignità di affrontare la morte con tanta fierezza, in quel modo? Onore quindi a quel gesto, a quelle parole! 
Ed è proprio per quel gesto e quelle parole che nel marzo 2006 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì alla memoria di Fabrizio Quattrocchi la Medaglia d’Oro al Valor Civile.
© Foto : Graziella Quattrocchi Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi
Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi  - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi
Nel ricordo della morte di Quattrocchi Sputnik Italia ha contattato la signora Graziella Quattrocchi sorella di Fabrizio:
— Signora Graziella, cosa ricorda di suo fratello?
— Fabrizio era una persona gioiosa e solare, sempre allegro, a suo agio in qualsiasi situazione. Amici e conoscenti l’adoravano per la sua disponibilità. Ma sopratutto era generoso: ho ricevuto tante testimonianze da parte di persone che Fabrizio aveva aiutato in qualche modo anche senza conoscerle, e questo mi ha riempito di gioia perché ha lasciato nel cuore di tanti un ricordo indelebile.
— Cosa spinse Fabrizio in Iraq?
— Fabrizio andò in Iraq come guardia privata, lo stesso lavoro che faceva qui in Italia da qualche anno. Non so esattamente cosa lo spinse ad andare laggiù, noi della famiglia non lo sapevamo. Ci disse che sarebbe andato in Kosovo. Non informandoci ha voluto proteggerci, specialmente nostra madre che gli avrebbe sicuramente impedito di andare. L’unica a sapere era la sua fidanzata.

Un dolore indelebile

— Prima il rapimento, poi la morte, cosa ricorda di quei drammatici momenti?
— Descrivere quei momenti è sempre doloroso per me, il cuore mi sanguina.
Non c’è stato tempo: prima il rapimento e subito l’uccisione. Le nostre vite subirono uno stravolgimento abissale, fummo travolti, straziati dalla sofferenza per la barbara morte di nostro fratello, ma anche dai media che non ci risparmiarono nulla.
In quei momenti tragici, inconsapevole di tutto quello che sarebbe successo, dovevo proteggere la mia famiglia, mia madre, ma sopratutto la persona che era Fabrizio.
© Foto : Graziella QuattrocchiFabrizio Quattrocchi
Fabrizio Quattrocchi - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Fabrizio Quattrocchi
— “Adesso vi faccio vedere come muore un Italiano”, parole sempre attuali?
— Mio fratello Fabrizio è rimasto impresso nel cuore delle persone. È entrato nelle case di tutto il mondo negli ultimi istanti della sua breve vita. Siamo molto grati all’allora presidente Ciampi quando per ricordarlo decise di conferirgli alla memoria la Medaglia d’Oro al Valor Civile.
Ogni anno al suo anniversario ricevo migliaia di messaggi. La “sua Italia” non ha dimenticato e forse neanche il resto del mondo. E si! Penso che le Sue parole siano sempre attuali.

Una lezione di dignità

Anche Maurizio Marrone, assessore alla Cooperazione della Regione Piemonte (Fratelli d’Italia), in passato ideatore d’iniziative in memoria di Quattrocchi, ha voluto rilasciare un commento:
— Assessore, quali sono le iniziative che avete organizzato in memoria di Quattrocchi?
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— Quest’anno purtroppo i blocchi del DPCM hanno impedito di organizzare eventi pubblici, ma nel comune piemontese di Busano grazie all’impegno dei parà del Canavese era stato intitolato un giardino alla memoria di Fabrizio Quattrocchi ed eretto un cippo commemorativo in suo onore, alla presenza della sorella Graziella Quattrocchi e dei compagni di prigionia Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio. In quell’occasione ho avuto il privilegio di rappresentare la Regione Piemonte con il gonfalone istituzionale.
— Qual è la lezione che ci può trasmettere il coraggio davanti alla morte mostrato da Quattrocchi?
— Quattrocchi con il suo esempio ha spazzato via la logica intimidatoria del terrorismo islamico, fondata sull’umiliazione dell’ostaggio, da divulgare per seminare il panico negli spettatori dell’esecuzione. La lezione di dignità impartita da Quattrocchi ha ridicolizzato i suoi carnefici e ogni vero Italiano dovrebbe riempirsi di orgoglio ogni volta che lo rammenta.
This June 10, 2017 photo provided by Operation Resolute Support, U.S. Soldiers with Task Force Iron maneuver an M-777 howitzer, so it can be towed into position at Bost Airfield, Afghanistan - Sputnik Italia, 1920, 14.04.2021
Biden: ritiro truppe Usa dall'Afghanistan inizierà 1° maggio
Proprio nei giorni in cui il nuovo presidente statunitense Biden ritira il contingente militare dall’Afghanistan abbandonandolo ai fanatici Talebani, inviando invece truppe NATO in Ucraina contro la Russia, il Governo italiano dovrebbe ricordare chi ha assassinato i suoi martiri e quali sono i veri nemici dell’Occidente.
— Qual è il significato di valori come l’onore e l’amor patrio in un mondo, quello odierno, dove tutto appare sbiadito, pavido, relativizzato?
— Quando Quattrocchi rivendica di mostrare come muore un Italiano, a testa alta e guardando negli occhi i propri boia, ci ricorda che l’appartenenza nazionale è anzitutto un atto spirituale di amore incondizionato, dimostrato a costo della vita da Fabrizio e dai nostri Padri che si sono sacrificati per difendere l’Italia vestendo la divisa. Un monito prezioso in tempi di banalizzazione della cittadinanza italiana, che qualcuno vorrebbe concedere con lo ius soli per il solo dato casuale della nascita nel territorio dello Stato, senza alcuna considerazione delle radici e dell’identità. Se commettessimo questo imperdonabile errore potremmo trovarci anche noi come altri Stati europei i kamikaze musulmani con il passaporto italiano in tasca.
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