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Riconoscimento facciale, Garante per la protezione dei dati personali dice no al Viminale

Riconoscimento facciale
Riconoscimento facciale - Sputnik Italia, 1920, 16.04.2021
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Il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso in merito all'utilizzo del sistema Sari Real Time da parte del Ministero dell’interno per il riconoscimento facciale, dichiarandosi non favorevole in quanto il sistema non è conforme alla normativa sulla privacy del Paese.
In un comunicato stampa l'Autorità del Garante della Privacy si è espresso sull'utilizzo del sistema di riconoscimento facciale Sari Real Time utilizzato dal Viminale, con un parere non favorevole in quanto il sistema non risulta conforme alla normativa sulla privacy del Paese.
"Oltre ad essere privo di una base giuridica che legittimi il trattamento automatizzato dei dati biometrici per il riconoscimento facciale a fini di sicurezza, realizzerebbe per come è progettato una forma di sorveglianza indiscriminata/di massa" si legge nella nota del Garante.

Cosa è il sistema di riconoscimento facciale Sari Real Time

Come dichiarato nel comunicato del Garante, il funzionamento del sistema prevede che nel caso un algoritmo di riconoscimento facciale venga riscontrata una corrispondenza tra un volto presente nella watch-list ed un volto ripreso da una delle telecamere, il sistema è in grado di generare un alert che richiama l'attenzione degli operatori delle Forze di Polizia.
Questo sistema può essere installato nel luogo dove è necessaria la sua presenza e consente inoltre di registrare le immagini riprese dalle telecamere, svolgendo una funzione di videosorveglianza.
© Sputnik . Александр Вильф / Vai alla galleria fotograficaRiconoscimento facciale su uno smartphone
Riconoscimento facciale su uno smartphone - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Riconoscimento facciale su uno smartphone

Perché il sistema non è conforme alla nostra normativa sulla privacy

In linea con ciò che è stabilito dal Consiglio d'Europa, il Garante ritiene di estrema delicatezza l’utilizzo di tecnologie di riconoscimento facciale per finalità di prevenzione e repressione dei reati.
"Va considerato che Sari Real Time realizzerebbe un trattamento automatizzato su larga scala che può riguardare anche persone presenti a manifestazioni politiche e sociali, che non sono oggetto di “attenzione” da parte delle forze di Polizia" ha spiegato il Garante,
Anche se nella valutazione di impatto presentata il Ministero spiega che le immagini verrebbero immediatamente cancellate, l’identificazione di una persona sarebbe realizzata attraverso il trattamento dei dati biometrici di tutti coloro che sono presenti nello spazio monitorato, allo scopo di generare modelli confrontabili con quelli dei soggetti inclusi nella “watch-list”.
"Si determinerebbe così una evoluzione della natura stessa dell’attività di sorveglianza, che segnerebbe un passaggio dalla sorveglianza mirata di alcuni individui alla possibilità di sorveglianza universale" ha sottolineato l'autorità.

In Italia rigorosa cautela per il trattamento dei dati biometrici

In Italia la normativa in materia di privacy stabilisce rigorose cautele per i trattamenti di dati biometrici e per particolari categorie di dati, i quali devono trovare giustificazione in una adeguata base normativa non riscontrata nella documentazione presentata dal Viminale.
"Secondo il Garante una base normativa adeguata dovrebbe tener conto di tutti i diritti e le libertà coinvolte e definire le situazioni in cui è possibile l’uso di tali sistemi, senza lasciare una discrezionalità ampia a chi lo utilizza. Ciò vale anche per aspetti fondamentali dell’impiego della tecnica di riconoscimento facciale" ha concluso il Garante.
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