Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

La Evian costretta a scusarsi con i musulmani per un tweet pubblicitario il primo giorno di ramadan

Evian - Sputnik Italia, 1920, 14.04.2021
Seguici su
Martedì 13 aprile è iniziato il ramadan, il mese sacro per i musulmani in cui si pratica il digiuno. Secondo alcuni fedeli un tweet pubblicitario della Evian, in cui si invitava a bere acqua, è stato trovato provocatorio. L’azienda francese di acque minerali si è subito scusata, provocando a sua volta altre polemiche ma di senso opposto.
La Evian è l’ennesima azienda caduta nella trappola del ‘politically correct’. Da prima, il 13 aprile, primo giorno di Ramadan, il mese sacro per i musulmani in cui è fatto divieto ai fedeli di bere e mangiare dall’alba al tramonto, ha pubblicato un tweet in cui chiedeva ai follower se anche oggi avessero già bevuto il loro litro di acqua, provocando le ire di parte della comunità islamica che ha interpretato il messaggio come una provocazione, poi è corsa ‘ai ripari’ pubblicando un post di scuse che ha fatto a sua volta inorridire gran parte di tutti gli altri lettori.
“Ma perché lo avete pubblicato proprio oggi?”, “Non lo sapete che sono in milioni a digiunare in Francia da oggi?” e via dicendo con accuse più o meno velate di islamofobia e razzismo.
L’azienda ha risposto di scusarsi con una formulazione che ha scatenato reazioni ancora più veementi ma di senso opposto:
"Buonasera, il team di Evian si scusa per la goffaggine di questo tweet che non intendeva essere provocatorio”, è stata la replica.
​Politici e alti funzionari, soprattutto di destra, hanno replicato descrivendo tali scuse, per un banale spot pubblicitario ritenuto niente affatto malizioso come una "sottomissione all'islamismo".
​"L'esempio lampante di piccole sottomissioni quotidiane all'Islamismo e ai suoi scagnozzi che cercano di imporci le loro opinioni!", Ha esclamato l'eurodeputata Virginie Joron, presidente del gruppo Rassemblement national (RN) Grand Est.
Per il senatore della Vandea e presidente del gruppo Les Républicains al Senato Bruno Retailleau, questa vicenda indica "una grave deriva" della Francia:
“A differenza delle teocrazie musulmane, la Francia non si ferma durante il Ramadan. La laicità è anche un patto di discrezione. Tutti devono sottomettersi ad esso".
Il deputato repubblicano Eric Ciotti ha chiamato a "fermare questa follia".
​"Questo è troppo", ha detto Jean-Paul Garraud, eurodeputato RN, descrivendo il caso come "patetico":
Il presidente del movimento Patrioti ha insistito sul fatto che si trattasse di un tweet "perfettamente innocuo" e che chiedere scusa in questo caso fosse "sciocco e insopportabile".

La questione della compatibilità del Ramadan con le abitudini e istituzioni occidentali

Un caso differente, ma sempre collegato alla questione dell’integrazione della tradizione musulmana del Ramadan con le abitudini e istituzioni occidentali, si era verificato in Italia poco prima.
La scuola elementare e media Ermanno Olmi il 12 aprile, aveva pubblicato una circolare in vista del Ramadan nella quale la preside faceva divieto di rispettare alla lettera i termini del digiuno ai bambini.
“Chi vuole può portare a casa i figli nelle ore del pranzo, ma lo facciamo per il benessere psico-fisico dei bambini", aveva detto la dirigente ricordando che il regolamento scolastico non contempla la possibilità che bambini tra i 6 e i 13 anni possano digiunare a scuola, per qualsivoglia motivo.
"Abbiamo avuto bambini che sono svenuti a causa del digiuno, soprattutto la privazione dell'acqua è un problema che interferisce sul benessere psicofisico dei bambini", ha spiegato la preside.
I rappresenti dei musulmani milanesi hanno tuttavia protestato per la decisione ritenuta discriminatoria e lesiva del diritto di libertà religiosa.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала