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Caso Regeni. Depistaggi egiziani orchestrati prima di ritrovare suo corpo, dice supertestimone

© Sputnik . Evgeny UtkinStriscione a sostegno di Giulio Regeni
Striscione a sostegno di Giulio Regeni - Sputnik Italia, 1920, 14.04.2021
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Spunta il verbale della testimonianza di un superteste a conoscenza di gran parte dei retroscena della vicenda di Giulio Regeni, secondo il testimone i depistaggi furono orchestrati prima di far ritrovare il corpo del ricercatore.
Un testimone a conoscenza dei fatti ha dichiarato davanti ai giudici italiani che i depistaggi egiziani sulla morte del ricercatore italiano Giulio Regeni, furono organizzati prima di far ritrovare il corpo senza vita. Lo riporta Askanews.
Gli stessi ufficiali della Nationa lsecurity agency che uccisero Regeni, orchestrarono anche i depistaggi.
Il verbale dell’interrogatorio è stato depositato dalla Procura di Roma e farà parte degli incartamenti che il gup dovrà valutare per decidere se rinviare a giudizio i quattro militari egiziani accusati del rapimento e dell’omicidio di Regeni.
Non si conosce l’identità del cittadino egiziano supertestimone dei fatti che riguardano la morte di Giulio Regeni, la sua identità è tenuta riservata per motivi di sicurezza.
L’uomo, si apprende, si è spontaneamente recato presso una sede diplomatica italiana presente in Egitto e ha fatto le sue dichiarazioni.
Il superteste è un amico di Mohamed Abdallah, il sindacalista collaborazionista con il governo egiziano che vendette a questi Giulio Regeni.
Il testimone ha raccontato al giudice e ai carabinieri del Ros, di aver seguito passo passo tutta l’evoluzione dei rapporti tra Abdallah e Giulio, fino al momento della morte: veniva informato in tempo reale di quanto avveniva.
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