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La Cina avverte gli Stati Uniti di non "scherzare con il fuoco" su Taiwan

© Sputnik . Iliya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaLa scultura di un dragono a Pechino
La scultura di un dragono a Pechino - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2021
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Joe Biden ha subito iniziato a intensificare le tensioni con Pechino su Taiwan, invitando l'ambasciatore de facto dell'isola negli USA all'insediamento del nuovo presidente per la prima volta dal 1979. Da quel momento le attività militari nei pressi dell'isola, rivendicata dalla Cina, sono aumentate da entrambe le parti.
La Cina rifiuta qualsiasi forma di contatto ufficiale USA-Taiwan e sollecita Washington a evitare l'escalation della situazione. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian.
Pechino chiede agli Stati Uniti di "non scherzare con il fuoco sulla questione Taiwan, con cui interrompere immediatamente qualsiasi forma di contatto ufficiale, gestire la questione con cautela e in modo appropriato e non inviare segnali sbagliati alle forze indipendentiste di Taiwan, così come non influenzare e danneggiare sovversivamente le relazioni sino-americane, la pace e la stabilità attraverso lo stretto di Taiwan", ha detto Zhao martedì a Pechino parlando ai giornalisti.
Il portavoce ha aggiunto che la Cina ha presentato una denuncia formale agli Stati Uniti per simili attività.
I commenti di Zhao arrivano sulla scia della decisione presa venerdì dal Dipartimento di Stato di espandere i contatti 'non ufficiali con Taiwan, anche attraverso nuove linee guida che consentono ai funzionari statunitensi di incontrarsi più liberamente e apertamente con le loro controparti taiwanesi negli Stati Uniti, nelle ambasciate e nei consolati de facto di Taiwan e Taipei all'estero.
Il crescente battibecco diplomatico tra Pechino e Washington su Taiwan è stato accompagnato da crescenti tensioni militari, in cui le forze di difesa di Taiwan hanno segnalato un aumento dei voli di aerei militari cinesi attraverso la sua Air Defense Identification Zone (ADIZ). Pechino non riconosce l'ADIZ e considera l'isola una parte inalienabile del suo territorio. Il Pentagono ha accusato la Cina di complottare per invadere Taiwan e la Marina degli Stati Uniti ha inviato cacciatorpediniere missilistici e altre navi da guerra attraverso lo Stretto di Taiwan per mandare alla Cina il "messaggio" che l'esercito degli Stati Uniti "continuerà a volare, navigare e operare ovunque permesso".
Le ultime due amministrazioni USA si sono allontanate dalla 'Once China Policy' dei loro predecessori, in base alla quale gli Stati Uniti riconoscono formalmente un solo governo per tutta la Cina. Il mese scorso il Segretario di Stato Antony Blinken ha definito Taiwan un "Paese", infrangendo un tabù di vecchia data, che ha portato i media statali cinesi ad accusarlo di "violare gravemente" il principio One-China e le disposizioni dei tre comunicati Cina-USA che stabilivano relazioni tra i due Paesi, oltre che  di ferire i "sentimenti del popolo cinese".
Gli Stati Uniti sono passati al riconoscimento della Repubblica popolare cinese come unico Stato cinese nel 1979, durante la ripresa delle relazioni tra Pechino e Washington iniziate sotto il presidente Richard Nixon all'inizio del decennio in questione. Prima di allora, tra il 1949 e il 1979, gli Stati Uniti avevano riconosciuto Taiwan, che formalmente si definisce Repubblica di Cina, come unico Stato cinese.
Lo scisma tra la Cina continentale e Taiwan si è verificato all'indomani della guerra civile cinese, in cui le forze nazionaliste erano guidate da Chiang Kai-shek in fuga nell'isola dopo aver subito la sconfitta per mano dei comunisti di Mao. Da allora entrambe le parti hanno affermato di essere l'unica vera Cina, avanzando rivendicazioni territoriali l'una nei confronti dell'altra. Oltre alla Cina continentale, Taipei rivendica come propri anche la Mongolia, parti della Russia, il Tagikistan, il Pakistan, l'Afghanistan, il Giappone, l'India, il Bhutan e la Birmania.
La politica ufficiale della Cina prevede l'unificazione pacifica di Taiwan con la terraferma e ha mantenuto i colloqui con le autorità dell'isola in tal senso per diversi decenni. Pechino ha anche messo in guardia contro ogni tentativo di promuovere l'indipendenza dell'isola e non ha escluso il possibile uso della forza per riaverla.
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