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Inizia il Ramadan, al via il mese sacro per i musulmani tra restrizioni e polemiche

© Sputnik . Maksim Bogodvid / Vai alla galleria fotograficaMusulmani in preghiera il giorno del Usara-Bairam a Kazan - Tatarstan
Musulmani in preghiera il giorno del Usara-Bairam a Kazan - Tatarstan - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2021
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Per il secondo anno consecutivo le celebrazioni in tutto il mondo saranno soggette a restrizioni e regole anti-contagio. Ed è polemica in una scuola milanese dove la preside ha vietato il digiuno per i bambini da 6 a 13 anni.
È allerta in tutto il mondo arabo per evitare che l’inizio del Ramadan coincida con una nuova impennata dei contagi da Covid. Per il secondo anno consecutivo, quindi, le celebrazioni per il mese sacro dei musulmani saranno all’insegna delle restrizioni.
L’anno scorso, ha denunciato il direttore regionale dell’Oms per il Mediterraneo orientale, Ahmed Al-Mandhari, citato da Vatican News, “la frettolosa revoca del coprifuoco imposto all'epoca e la riapertura dei luoghi delle congregazioni hanno portato a gravi conseguenze che sono durate per mesi". L’obiettivo è evitare di ripetere gli errori commessi.

Le celebrazioni nel mondo arabo

Alcuni Paesi come Iraq e Marocco hanno deciso, per questo, di estendere il coprifuoco ed adottare chiusure mirate per evitare assembramenti. Misure inasprite anche in Iran, che, proprio in vista dell’inizio del Ramadan, ha annunciato un lockdown di dieci giorni in tutto il Paese, moschee incluse.
In Arabia Saudita sarà vietato servire il pasto serale che spezza il digiuno, l'Iftar, all’interno dei luoghi di culto, mentre la grande moschea della Mecca sarà sanificata ad intervalli regolari fino a dieci volte al giorno. Si potrà pregare tutti insieme ma con il rispetto del distanziamento sociale in Indonesia, dove, come riferisce Repubblica, saranno consentiti, con le stesse regole, anche i raduni per l’Iftar.
Stessa situazione in Egitto: al Cairo via libera alle cerimonie, ma all’insegna del distanziamento e dell’igienizzazione dei luoghi di culto. In India, invece, dove la pandemia sta colpendo più che altrove, il governo ha fatto appello agli imam perché svolgano le celebrazioni in sicurezza.

Preghiera serale anticipata in Italia

In Italia la comunità musulmana potrà radunarsi nelle moschee e nelle sale preghiera ma sarà costretta ad anticipare la preghiera serale per poter rispettare il coprifuoco, che scatta dalle 22.
Un’operazione non semplice, ha confessato a Vatican News il presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche d’Italia, Yassine Lafram. “Difficile – ha commentato - che le persone riescano a comprendere queste scelte, però non abbiamo alternative se non anticipare gli orari di preghiera, come tra l'altro è stato fatto anche per il Natale e per le festività pasquali”.

La polemica in una scuola milanese: "no al digiuno per i bambini"

In una scuola milanese, invece, è già esplosa la polemica per una circolare diffusa dalla preside che vieta ai bambini tra i 6 e i 13 anni di digiunare a scuola. Il caso di cui dà notizia La Repubblica, denunciato dal portale islamico La Luce, è scoppiato all’Istituto comprensivo Ermanno Olmi, nel capoluogo lombardo.
"Questa vicenda si presenta come un concentrato di aberrazioni sotto il profilo giuridico e delle libertà civili e costituzionali, nonché sotto il profilo dei diritti umani più basilari e sotto quello dottrinale islamico", denunciava il sito di informazione musulmano, che ha bollato l'iniziativa della scuola come "una forma di violenza simbolica istituzionale".
Per giustificare la decisione, però, dall'istituto avevano fatto sapere di aver avuto "bambini che sono svenuti a scuola a causa del digiuno" e della "privazione dell'acqua".
Dopo le polemiche da parte della comunità musulmana la preside, Laura Barbirato, ha deciso di raggiungere un compromesso con le famiglie chiedendo ai genitori che impongono il digiuno ai propri figli di ritirarli prima dell’orario di pranzo, fino alle 14.30, per consentire loro almeno di riposarsi.
Nella circolare diffusa nei giorni scorsi c’è comunque l’invito "a riflettere sull'opportunità del digiuno dall'alba al tramonto e per un mese di fila” per i bambini di quell’età.
“Si tratta – sottolinea la preside - di un'esperienza da riservare a un'età più consona e che va valutata con attenzione". Secondo la dirigente scolastica, infatti, soprattutto con l’arrivo del caldo la privazione di cibo e acqua influisce negativamente sul “benessere psicofisico” dei più piccoli.
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