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Il mistero della malattia delle banane – l’umanità rischia di perdere il prezioso frutto?

CC0 / StockSnap / Banane
Banane - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2021
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Secondo il giornale tedesco Die Welt, l’umanità starebbe rischiando di rimanere senza banane a causa di un fungo del suolo altamente infettivo. La malattia, chiamata Tropical Race 4 (TR4), che aveva iniziato a diffondersi in Asia e Australia, ora è arrivata in Sud America, il più grande produttore al mondo del prezioso frutto. Ma c’è un mistero.
Il Sud America è il più grande produttore di banane al mondo e la notizia che la TR4, fosse arrivata in Colombia nel 2019, aveva messo in allarme i più lungimiranti.
Le prime piantagioni sono già state chiuse in Colombia e Honduras, secondo l'esperta di frutta della società di marketing AMI Ursula Shokemele. Questa, intervistata dal giornale tedesco Die Welt, ha osservato che la malattia non può essere curata con sostanze chimiche, motivo per cui i terreni contaminati dovranno essere dismessi per almeno 30-40 anni (le spore del patogeno sopravvivono decenni).
Si noti che la TR4 colpisce principalmente la cultivar Cavendish, che rappresenta il 95% del commercio globale di banane.

Peggio di un virus

Gli esperti avvertono che basta anche una spora attaccata ad una piccola particella di terreno contaminato sulla suola di un contadino per portare alla diffusione dell'infezione in un intero appezzamento. Inoltre, la malattia si diffonde rapidamente a causa del trasferimento reciproco degli stessi geni da parte delle piante.
Banana - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2020
La banana, un frutto che rafforza il sistema nervoso
Secondo gli esperti in natura non esiste una varietà di banane così fruttuosa come la Cavendish e in molti paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'America, questi frutti sono importantissimi nella dieta quotidiana, almeno quanto le patate e il riso.
Risulta evidente che l’eventuale perdita di un tale prezioso frutto, avrebbe ripercussioni serie non solo dal punto di vista commerciale, ma comporterebbe una vera e propria catastrofe umanitaria per intere nazioni.

Il mistero della ‘malattia di Panama’

Alcuni studiosi sostengono che in realtà la Tropical Race 4 non sia altro che il ritorno della ‘malattia di Panama’. È vero che il nuovo fungo si è diffuso da prima in Asia, poi Oceania, per raggiungere infine il Sud America solamente nel 2019 e attaccare la prolifica varietà Cavendish, ma è anche vero che negli anni ’50, un’epidemia del tutto simile a questa aveva spazzato via in Sud America la varietà di banane Gros Michel.
Proprio per soppiantare le Gros Michel, devastata dal fungo allora chiamato Fusarium oxysporum cubense, erano state introdotte le Cavendish, che apparivano più resistenti al patogeno.

Il ‘coronavirus’ delle banane

Ora, la domanda che alcuni scienziati si pongono è – il nuovo fungo è stato importato dall’Asia, da dove la Cavendish è originaria, oppure non è altro che una mutazione spontanea ed endemica dello stesso fungo che in America latina era già noto?
In effetti il fungo che provoca la malattia chiamata Tropical Race 4 è il fungo chiamato Fusarium oxysporum f. sp cubense Tropical Race 4, cioè niente altro che una variante del vecchio Fusarium oxysporum f. sp cubense che negli anni ’50 sterminò la Gros Michel provocando la malattia di Panama.
Esattamente come il SARS-CoV-2 nell’uomo provoca il COVID-19 e cerca di adattarsi all’ospite variando, così il Fusarium in questione potrebbe cercare di adattarsi alle caratteristiche delle banane ospiti. In questo caso isolare il contagio sarebbe impossibile e l’unica soluzione potrebbe forse essere una rimodulazione della tecnica della coltivazione intensiva.
Ma senza una coltivazione intensiva si potrebbero forse sì salvare le banane, ma rischieremmo di non averle più sui nostri supermercati. Certo non ai prezzi attuali.

La fragilità delle monocolture

Altri, si veda questo articolo del 2016 in cui la giornalista scientifica Alice Breda ad un certo punto scriveva le profetiche parole: “…la domanda non è se la malattia raggiungerà il Sud America, ma quando”, il problema risiederebbe nella scarsa diversificazione delle culture.
“C’è una caratteristica che accomuna le Cavendish alle Gros Michel: l’identità genetica di tutte le piante coltivate, derivate da un unico esemplare cresciuto nel 1835 nell’improbabile località del Derbyshire, nel giardino del castello Chatsworth House”, scriveva la Breda.
In pratica il problema risiederebbe nella fragilità delle monocolture. Mentre il fungo evolve, le coltivazioni rimangono sempre identiche e non si pensa ad incroci e variazioni sul tema.
Nel momento in cui viene individuata la banana ideale, e chi ha avuto la fortuna di provare le Gros Michel sostiene che fosse molto migliore della Cavendish, ecco che si punta tutto su quella varietà e si coltiva solo quella. La varietà migliore garantisce i migliori raccolti e la migliore redditività ma sottopone la specie a dei rischi – se l’aggressore è in movimento (muta, evolve) mentre l’aggredito è fermo (monocoltura) è chiaro il rischio nel lungo periodo.
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