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Antiche tavolette di civiltà perduta da tempo confermano “accuratezza storica” della Bibbia

Bibbia - Sputnik Italia, 1920, 13.04.2021
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Una raccolta di tavolette trovate in Turchia oltre un secolo fa rivela la cronologia della civiltà ittita, la quale è più volte menzionata nell'Antico Testamento.
Una scoperta archeologica relativa all'antica civiltà ittita fatta all'inizio del XX secolo, getta “nuova luce sulla Bibbia come documento storico”, lo riporta il Sunday Express citando Tom Meyer, professore di studi biblici allo Shasta Bible College.
Secondo il quotidiano, la scoperta in questione ha contribuito a confermare l'esistenza stessa della civiltà ittita che, nonostante sia stata citata numerose volte nell'Antico Testamento, aveva una “documentazione archeologica piuttosto inconsistente”.
"Tutto cambiò all'inizio del 1900, quando l'archeologo e linguista tedesco Hugo Winckler venne a conoscenza di antiche tavolette di argilla scoperte da tombaroli locali in una piccola città moderna della Turchia conosciuta come Bogazkale”, ha spiegato Meyer.
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Una serie di scavi a Bogazkale (200 km a est di Ankara), organizzati da Winckler tra il 1906 e il 1912, ha prodotto una vera miniera di reperti, tra cui una torre fortificata, cinque templi, un certo numero di sculture e un tesoro di circa 10.000 antiche tavolette di argilla.
“L'eventuale decifrazione di alcune delle tavolette nel 1915 da parte di Bedrich Hrozny, professore ceco presso l'Università di Vienna, portò alla determinazione che l'odierna Bogazkale era una volta l'antica capitale dell'impero ittita, conosciuta nel corso della storia come Hattusha”, osserva Meyer.
E poiché le tavolette essenzialmente “rivelavano una cronologia della storia degli Ittiti dal XIV al XIII secolo a.C”, come racconta il giornale, il professore ha sostenuto che questa scoperta influisce anche sulla percezione della Bibbia.
“La riscoperta di questa civiltà perduta e la rinascita del loro linguaggio serve da monito a coloro che dubitano dell'accuratezza storica della Bibbia”, aggiunge Meyer. “Solo perché una scoperta non è stata fatta oggi non significa che non possa essere fatta domani”, conclude.
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