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Vaia: Bisogna riaprire o si rischia stato comatoso del Paese

© Foto : Ufficio stampa di INMI Lazzaro SpallanzaniFrancesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma
Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2021
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Riaprire con coscienza e ragionevolezza, ma far ripartire le attività almeno all'aria aperta. Questo quanto propone il direttore dell'Inmi che chiede di trovare il giusto equilibrio tra salute e lavoro.
“Come l’aria ed il respiro sono il segnale e la misura della nostra vitalità, al contrario la depressione economica, la mancanza di mobilità e dello sport e del tempo tempo libero in generale, certificano uno stato comatoso di un Paese”, a scriverlo su Facebook il direttore dell’Istituto nazionale di malattie infettive (Inmi), Francesco Vaia.
Non ci possiamo permettere di proseguire così.
Rivolgendosi direttamente ai sindaci, il professore Vaia chiede loro di moltiplicare le iniziative all’aria aperta “negli spazi ampi” e nelle aree attrezzate per lo sport, ma anche nelle aree destinate al tempo libero all’aperto, per motivare e incoraggiare alla “buona lettura” all’aperto, l’ascolto della musica e “perché no?, pieces teatrali”.
“La risposta al virus è nel vaccino, nelle terapie innovative ma soprattutto è corale, è di sistema”, spiega il direttore dell’Inmi.

Dare coraggio e forza alle persone

Rivolgendosi ancora ai sindaci dice:
“Diamo forza e coraggio alle Persone, accompagniamole in questo percorso: miglioriamo i trasporti, aumentiamo la ricettività delle scuole, attrezziamo i nostri parchi dotandoli di strutture modulari per il tempo libero e per lo sport”.

Riaprire in modo graduale

“Facciamo questo tipo di ragionamento", spiega Vaia al quotidiano Il Messaggero e come citato dall'Adnkronos:
“Siamo in una fase in cui anche l'Ecdc (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) dice che possiamo conquistare nuovi spazi di socialità. Allora anche noi dobbiamo fare in modo che la nostra società riapra sempre di più, sia pure in modo graduale. Pensiamo a un pendolo che oscilla: dobbiamo trovare il punto di equilibrio tra la sicurezza sanitaria e il ritorno a una vita normale, per i cittadini, ma anche per le imprese”.
Non quindi un “riaprire tutto” senza alcuna consapevolezza di quel che si sta dicendo, ma un riaprire in modo ponderato per evitare la depressione e la morte di tutto il Paese.
A Roma sono in corso scontri di piazza per l’esasperazione dei commercianti fermi con le attività da mesi.
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