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Scoperto perché un vescovo del XVII secolo fu sepolto con un feto - Video

© Foto : Gunnar Menander / Lund universityX-ray del feto sepolto con Peder Winstrup
X-ray del feto sepolto con Peder Winstrup - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2021
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Un gruppo di scienziati sembra aver finalmente chiarito l'identità di un misterioso feto ritrovato nella bara di un importante sacerdote svedese del XVII secolo.
Il vescovo Peder Winstrup morì nel 1679 all'età di 74 anni. Mummificato e sepolto in un caveau di famiglia nella cattedrale svedese di Lund, è diventato uno dei corpi umani meglio conservati del XVII secolo. A parte l'eccezionale conservazione dei suoi resti mortali, nulla di insolito sembrava esserci riguardo alla sua morte o sepoltura.
Nel 2012, analizzando il contenuto della bara del vescovo, gli scienziati hanno trovato non solo la mummia del sacerdote, ma anche piccole ossa avvolte in un panno di lino posto tra i polpacci del vescovo. Sulla base della lunghezza del femore, gli scienziati ritengono che il corpo appartenesse a un feto di età compresa tra 5 e 6 mesi nato morto.
La scoperta ha sollevato una serie di domande, tra cui la principale il motivo per cui il bambino era nella bara del vescovo.
Trovare un feto o un bambino sepolto con qualcun altro - spesso sua madre - non è insolito in archeologia. I registri della cattedrale di Lund, inoltre, mostrano che furono sepolti altri resti di bambini nella sua cripta. Sono noti, poi, altri casi in cui non c'era nessuna relazione tra i bambini e le persone nelle cui casseforti erano stati collocati. Questo perché le tombe dei templi venivano talvolta utilizzate per la conservazione temporanea dei resti.
Il caso del vescovo, tuttavia, è piuttosto singolare. Si trattava di un sacerdote importante, morto in età rispettabile. Inoltre, il feto non era solo posto nella stessa volta, ma anche nascosto all'interno della bara.
"Mettere una bara in un caveau è una cosa, ma mettere il feto nella bara del vescovo è un'altra. Ci siamo chiesti se ci fosse qualche relazione tra il bambino e il vescovo", ha detto Torbjörn Ahlström, professore di Osteologia storica presso il Lund University e coautore della ricerca.
Così il team scientifico ha prelevato campioni di DNA dai resti di entrambi i feretri e li ha confrontati. Hanno scoperto che circa il 25% dei loro geni corrispondevano. Ciò indica che c'era una relazione secondaria tra i due, come quella tra uno zio e un nipote, fratellastri o, molto più probabilmente in questo caso, un nonno e un nipote.
I documenti storici suggeriscono che il padre del feto posto nella bara del vescovo fosse Peder Pedersen Winstrup, figlio avuto dal prelato dal primo matrimonio.
"È possibile che il bambino nato morto fosse il figlio di Peder Pedersen Winstrup e, quindi, il vescovo era suo nonno", dice Maja Krzewinska, capo della ricerca.
Invece di dedicarsi alla teologia, come suo padre, il giovane Winstrup studiò la fortificazione. Ha sposato una giovane nobildonna di nome Dorothea Sparre, che fece vivere con sé nella tenuta del suo defunto padre. Nel 1680, però, la corona svedese decise di recuperare le terre un tempo donate all'aristocrazia e Winstrup perse le proprietà che aveva ereditato dal padre ormai deceduto. Trascorse il resto della sua vita in povertà, senza figli, fatto che fece finire con lui la linea maschile della sua famiglia.
Il feto, quindi, sembra far parte della triste storia dell'uomo. Gli scienziati ritengono che mettere il bambino deceduto nella bara di suo nonno fosse "un atto fortemente simbolico". Era riuscito a mettere al mondo un bambino, anche se il bambino non è sopravvissuto.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Journal of Archaeological Science: Reports.
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