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Lavrov: Russia non capisce gli obiettivi degli Usa in Ucraina

© Servizio stampa del ministero degli Esteri della Federazione Russa / Vai alla galleria fotograficaIl ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2021
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La Russia non capisce quali obiettivi persegue Washington in Ucraina, ha affermato oggi il ministro degli Esteri Sergey Lavrov.
"Relativamente alle attività degli Stati Uniti, comprese le visite delle navi da guerra statunitensi nel Mar Nero... In questo momento viene portata avanti una retorica aggressiva, si sono poste domande su cosa faccia la Russia al confine con l'Ucraina, la risposta è semplice: viviamo lì, questo è il nostro Paese. Ma cosa fanno gli Stati Uniti con truppe e navi da guerra quando effettuano esercitazioni in Ucraina, a migliaia di miglia di distanza dal loro territorio, è un interrogativo aperto. Credo che avrebbero dovuto trarre insegnamento dalla crisi del 2014", ha detto Lavrov in una conferenza stampa, svoltasi dopo i colloqui con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry.
Nella giornata di ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, commentando le dichiarazioni provenienti da Kiev sull'inutilità degli accordi di Minsk, si era rivolto a Francia e Germania, chiedendo se queste parole non creassero sconcerto come a Mosca.
In precedenza Mosca aveva espresso preoccupazione per l'escalation in Ucraina orientale, accusando Kiev di essere responsabile della maggior parte delle provocazioni lungo la linea di contatto. Il Cremlino sostiene che se questi scontri non finiranno, potrebbe scoppiare di nuovo una guerra civile nella regione.

Crisi ucraina

Un conflitto interno è scoppiato in due regioni dell'Ucraina orientale, Donetsk e Lugansk, che hanno proclamato l'indipendenza nel 2014 a seguito del violento colpo di stato a Kiev guidato da gruppi nazionalisti e sostenuto dai governi occidentali, temendo repressioni e limitazioni dei diritti della popolazione russofona prevalente nella zona.
In risposta le nuove autorità di Kiev hanno avviato un'operazione militare contro le forze indipendentiste col pretesto di un'operazione antiterrorismo, caratterizzato da violenti bombardamenti che spesso colpivano le infrastrutture civili. L'offensiva si è interrotta dopo quasi un anno grazie alla firma degli accordi di Minsk, tuttavia sovente riprendono isolati scontri lungo la linea di smilitarizzazione.
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