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IoApro a Roma, è guerriglia urbana con bombe carta e fumogeni - Video

© REUTERS / Guglielmo MangiapaneIoApro, la manifestazione non autorizzata a Roma
IoApro, la manifestazione non autorizzata a Roma - Sputnik Italia, 1920, 12.04.2021
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Cuochi, gestori di palestre, il mondo delle piccole partite Iva con le attività commerciali chiuse da mesi sono a Roma per manifestare, ma non sono mancati gli scontri con la polizia a causa degli infiltrati.
Al grido di “dignità togliete il casco” agli agenti di polizia, i presunti rappresentanti del movimento IoApro hanno lanciato bombe carta e fumogeni, oltre a diversi oggetti.
La polizia ha risposto alla guerriglia urbana con gli idranti. Secondo l’Ansa ci sarebbe un ferito alla testa tra i manifestanti a causa del lancio di oggetti, comprese bottiglie di vetro.
Teatro degli scontri piazza San Silvestro a Roma, dove 800 manifestanti si sono riuniti per protestare contro le chiusure di palestre, ristoranti e altre categorie di commercianti.
Mentre non è chiaro quanti di questi fossero davvero commercianti, il Corriere della Sera parla di qualche infiltrato, alcuni manifestanti hanno gridato: “Libertà! Siamo pronti alla guerra”; “Lamorgese a casa”.
Sul suo profilo Twitter CasaPund dice di essere alla manifestazione IoApro e che ha cercato di raggiungere Piazza Montecitorio interdetta ai manifestanti per ordine della Questura di Roma.
“#CasaPound Italia, dopo aver aderito alla manifestazione #ioapro dei ristoratori in corso oggi a Roma, partita da Piazza San Silvestro, si è staccata dal corteo principale e sta cercando di raggiungere Piazza Montecitorio”.
60 persone sono riuscite ad aggirare i cordoni di sicurezza e ad arrivare a poca distanza da via di Montecitorio.

Corteo non autorizzato

Ieri la Questura di Roma aveva ribadito il no alla manifestazione in piazza di Montecitorio al movimento IoApro, perché era stata già richiesta da altri.
Le strade del centro storico di Roma sono state blindate, transenne sono state apposte attorno a Montecitorio.
I manifestanti sono giunti da ogni parte d’Italia e da Napoli un commerciante ricorda che “non siamo partite Iva, siamo persone, siamo famiglie, non siamo delinquenti, siamo persone che lavorano 14 ore al giorno”.
Alcuni altri hanno riferito ai giornalisti che per giungere a Roma è stata una impresa, perché infatti a molti autobus è stato impedito di raggiungere la capitale.
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