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Scaduto l'ultimatum della Ue ad AstraZeneca per rispettare i patti sulle consegne

© REUTERS / Dado Ruvic/IllustrationIl vaccino AstraZeneca
Il vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2021
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La lettera di diffida inviata dalla Ue alla casa farmaceutica anglo-svedese per la violazione degli accordi sulle forniture di vaccino era datata 19 marzo e dava venti giorni all'azienda per ritornare agli impegni presi. Scaduto il tempo il 9 aprile, secondo un portavoce della Commissione Europea, si aspetta ancora la risposta.
Alcuni passaggi della lettera di diffida della Commissione Europea ad AstraZeneca per ricordare il mancato rispetto degli accordi pattuiti sulle forniture dei vaccini sono stati pubblicati dal Corriere della Sera. La lettera è datata 19 marzo e sono riportati fatti e dati che inducono le autorità europee a concludere che "AstraZeneca non ha rispettato, e continua a non rispettare, i suoi obblighi contrattuali di produzione e consegna" delle 300 milioni di dosi iniziali per l'Ue.
In virtù di questa conclusione "vi chiediamo formalmente e vi diamo preavviso di porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali entro venti giorni da questa lettera. Vi diamo preavviso di recuperare senza ulteriori ritardi sull'arretrato nella produzione e consegna delle dosi e di mitigare qualunque danno causato", si legge nel testo della lettera.
Si nota che nella lettera alla casa farmaceutica anglo-svedese venivano dati 20 giorni di tempo per ritornare al rispetto del contratto e in base a questo la scadenza dell'ultimatum della Ue è scaduto lo scorso 9 aprile, senza tuttavia ricevere una risposta formale da parte dell'azienda, come confermato da un portavoce di Bruxelles.
"Questa lettera come primo passo ci consente di avviare un confronto ufficiale con la società per risolvere il conflitto come previsto dall'articolo 18.5 del contratto. Aspettiamo ancora e restiamo in contatto con AstraZeneca per assicurare la tempestiva consegna di un numero sufficiente di dosi", ha affermato il portavoce, citato da RaiNews.
Oltre ai problemi con le forniture, AstraZeneca è finita nel mirino per alcuni casi gravi di reazioni avverse in soggetti vaccinati, che hanno fatto sospendere la vaccinazione con questo preparato in alcuni Paesi europei. L'Ema ha ribadito la sicurezza del vaccino pur ammettendo il possibile nesso con i casi di trombosi. Tutto questo non ha sciolto le preoccupazioni tra la gente, come dimostra la situazione in Sicilia. In Italia le autorità hanno deciso di usare AstraZeneca solo per la fascia di età tra 60 e 79 anni.
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