Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Quell'opera strategica che non si farà nonostante il Recovery Fund

© hajotthuMessina "Madonna della Lettera" - Forte San Salvatore
Messina Madonna della Lettera - Forte San Salvatore - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2021
Seguici su
Torna il dibattito sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma l'opera potrebbe restare sulla carta nonostante i fondi per le infrastrutture che arriveranno da Bruxelles.
Avversato prima dalla sinistra in chiave anti-Berlusconiana, poi dal Movimento 5 Stelle e i vari attivisti no-ponte, oggi il Ponte sullo Stretto di Messina ha sempre più sostenitori.
Secondo molti, infatti, l’opera potrebbe contribuire in modo significativo alla svolta sostenibile del nostro Paese e al rilancio di Calabria e Sicilia. L’isola, infatti, come nota il Corriere della Sera, nonostante i collegamenti aerei e navali, resta tagliata fuori dalla rete ferroviaria ed autostradale del Paese.  
Insomma, i progetti per l’alta velocità Messina-Palermo-Catania e quello per portare i Frecciarossa 1000 lungo la Salerno-Reggio-Calabria, rischiano di restare a metà, visto che i treni non sono scomponibili e non possono attraversare il tratto di mare che separa Villa San Giovanni a Messina.  
Il Recovery Plan ha riportato la questione del ponte sullo stretto al centro del dibattito politico. Anche a livello istituzionale, con una commissione ministeriale e un gruppo interparlamentare che studiano come far partire il cantiere entro la legislatura.
Da Italia Viva alla Lega, passando per Forza Italia, ormai in molti sottolineano, come ricorda Libero, il “valore strategico” dell’opera. “Il governo deve prendere una decisione e portarla avanti”, incalza il deputato azzurro Francesco Cannizzaro, che definisce il ponte sullo stretto “un’opera fondamentale sia in chiave infrastrutturale per i collegamenti, sia dal punto di vista delle ricadute economiche e di immagine”.
Lo stretto di Messina - Sputnik Italia, 1920, 16.02.2021
Ponte di Messina, Giuffrè: “Non è mai troppo tardi”
Secondo il Corriere, però, anche stavolta, nonostante i fondi per l’ammodernamento infrastrutturale che arriveranno dall’Europa e un governo di larghe intese, sarà difficile chiudere la partita.
Secondo il ministro Enrico Giovannini, citato dallo stesso quotidiano, il progetto non può essere inserito tra quelli del Recovery Plan perché non si potrebbe rispettare la scadenza del 2026.
Per realizzare l’opera, però, serve solo qualche anno in più. E così c’è chi propone di separare le diverse fasi del progetto e inserirne parte nel piano di ripresa.
La maggior parte dei rilievi e delle valutazioni, del resto, sottolinea il Corriere, sono già state fatte negli anni passati ed hanno dato esito positivo. Insomma, il progetto è già pronto. Tanto che, qualche anno fa, addirittura il governo di Pechino si era offerto di finanziarlo per includerlo nel progetto Belt and Road, la nuova via della Seta. Ma l’operazione avrebbe spostato decisamente ad Est l’orientamento internazionale italiano, da sempre fedele alle relazioni euro-atlantiche, e quindi non se ne fece nulla.
Nel frattempo ci sono i dati economici, forniti dalla regione siciliana, sugli effetti negativi dell’assenza del ponte. Secondo uno studio realizzato di recente, le perdite per il Pil regionale ammonterebbero a 6,5 miliardi l’anno.
Ciò nonostante, resta improbabile l'ipotesi di sfruttare i fondi in arrivo da Bruxelles per dare il via al progetto.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала