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Israele, studio suggerisce che il ceppo sudafricano può ridurre l'efficacia del vaccino Pfizer

© Sputnik . Vladimir TrefilovIl vaccino americano Pfizer contro il Covid
Il vaccino americano Pfizer contro il Covid - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2021
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Il ceppo del coronavirus rilevato in Sud Africa potrebbe "contrastare" in una certa misura l'efficienza del vaccino Pfizer contro il COVID-19. Lo afferma un gruppo di ricercatori israeliani, che non hanno ancora potuto esaminare i risultati della ricerca poiché tale variante non è diffusa nel loro Paese.
Lo studio, pubblicato il 10 aprile, ha messo a confronto circa 800 persone: 400 risultate positive al coronavirus 14 o più giorni dopo essere state vaccinate (con una o due dosi); 400 malate e non vaccinate. I partecipanti avevano la stessa età ed erano dello stesso sesso.
Secondo i risultati di una ricerca condotta congiuntamente dall'Università di Tel Aviv e dal più grande operatore sanitario della capitale, Clalit, la variante sudafricana costituiva circa l'1% di tutti i casi di COVID-19 nelle persone testate.
Tuttavia, tra i pazienti che avevano ricevuto due dosi di vaccino, il tasso di prevalenza del ceppo era otto volte superiore rispetto ai non vaccinati: 5,4% contro 0,7%.
Per il team di ricercatori questo fatto suggerisce che il vaccino Pfizer sia meno efficace contro la variante sudafricana rispetto a quella di Wuhan e a quella inglese.
"Abbiamo riscontrato un tasso sproporzionatamente più alto del ceppo sudafricano tra gli individui vaccinati con la seconda dose rispetto al gruppo non vaccinato. Ciò significa che la variante sudafricana è in grado di contrastare in qualche modo la protezione del vaccino", afferma lo scienziato Adi Stern, dell'Università di Tel Aviv.
Il team ha anche spiegato che lo studio, a cui fa riferimento Reuters, ha riguardato comunque solo un piccolo campione di persone infettate dalla variante sudafricana perché piuttosto rara in Israele. Inoltre la ricerca non aveva lo scopo di inferire l'efficacia complessiva del vaccino contro una variante o un'altra, poiché prendeva in considerazione solo coloro che erano già risultati positivi al COVID-19 e non i tassi di infezione complessivi.
Il 1° aprile Pfizer e BioNTech hanno ribadito, dopo sei mesi di studi, che il loro vaccino è efficace al 91,3% nel prevenire il COVID-19.
Per quanto riguarda la variante sudafricana, le aziende hanno assicurato che in uno studio condotto su un gruppo di circa 800 volontari proprio in Sud Africa - dove il ceppo si diffonde rapidamente - sono stati rilevati solo nove infetti, tutti che avevano ricevuto il placebo. Di questi nove casi, sei riscontravano proprio la variante sudafricana. Quindi il CEO della Pfizer Albert Bourla si è affrettato a sottolineare che il suo vaccino è efficace anche contro questo ceppo.
Tuttavia alcuni precedenti studi  suggeriscono che il vaccino Pfizer sia meno efficace contro la variante B.1.351 rispetto ad altre.
Il direttore della filiale del Vector Virology and Biotechnologies Center di Ekaterinburg, Alexandr Semionov, ritiene che EpiVacCorona, un altro vaccino russo, sia efficace contro questa variante e che sarà in grado di adattarsi rapidamente a nuove varietà.
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