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Francia, giornalista musulmana che ha accusato il governo di islamofobia chiede protezione a Macron

CC BY-SA 2.0 / Hernán Piñera / Look through the windowUna donna che indossa un hijab
Una donna che indossa un hijab - Sputnik Italia, 1920, 11.04.2021
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La YouTuber e giornalista Nadiya Lazzouni ha detto di essere caduta vittima di "una vera caccia alle streghe", che secondo lei prima ha preso di mira gli islamisti, ma che probabilmente si rivolgerà contro "tutti i musulmani".
Una giornalista musulmana, Nadiya Lazzouni, ha contattato l'amministrazione del presidente Emmanuel Macron per chiedere protezione avendo recentemente ricevuto minacce di morte. Lo ha detto al canale televisivo BFM.
La Lazzouni ha aggiunto che un consigliere per la sicurezza presidenziale le aveva assicurato che le autorità stavano affrontando la situazione "molto seriamente" e che era stata "avviata un'indagine per valutare il grado della minaccia".
Per rafforzare le sue affermazioni, ha pubblicato su Instagram una lettera scritta a mano e inviatale, in cui viene definita "puttana islamista" e le viene promessa "una pallottola nel collo".
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Un post condiviso da Nadiya Lazzouni (@nadiyalazzouni)

La giornalista, che si è detta “sconvolta e spaventata”, ha chiesto a Macron, al ministro dell'Interno Gerald Darmanin e al ministro della Cittadinanza Marlene Schiappa di agire contro la campagna d'odio, descrivendola come una “vera caccia alle streghe, prima contro gli islamisti, e poi contro [tutti] i musulmani”. La donna ha anche preso di mira i media, insistendo sul fatto che si tratta di "un megafono compiacente" di retorica politica e di "leggi discriminatorie" che non favoriscono la comunità musulmana.
"Attraverso il mio lavoro e il mio parlare in pubblico, ho sempre sostenuto l'inclusione, la pace e la speranza", ha sottolineato, supponendo che queste minacce siano probabilmente legate all'ambiente politico-mediatico precedentemente insediatosi.
Mentre la Lazzouni ha taggato gli alti funzionari nel suo post su Instagram, la Schiappa, una femminista schietta, si è subito pronunciata, dicendo che nessun dibattito politico poteva giustificare le minacce "sessiste e razziste" e consigliando alla donna di rivolgersi alle autorità con una denuncia ufficiale.

Lazzouni: nessuna reazione pubblica contro il sentimento islamofobo

La giornalista è apparsa per la prima volta sotto i riflettori tre anni fa, quando si è opposta alla proposta di vietare i copricapi musulmani e si è espressa con veemenza contro l'islamofobia. Nel 2019 si è poi lamentata ad Al Jazeera del fatto che non ci fosse "nessuna reazione sociale" alle opinioni islamofobiche in Francia, accusando il governo di promuovere il messaggio secondo il quale i musulmani francesi sono "un nemico mascherato all'interno del Paese".

Revisione della legislazione sull'estremismo

Eppure negli ultimi anni la Francia è stata duramente colpita da una serie di attacchi islamisti, che hanno spinto il governo ad aggiornare la propria legislazione per evitare che i suoi principi in gran parte secolari venissero indeboliti. In particolare le autorità hanno introdotto un disegno di legge che autorizza le forze dell'ordine a reprimere gruppi e individui sospettati di comportamenti estremisti.
Il disegno di legge ha portato Macron nel mirino dei critici musulmani in Francia e non solo, dando il via a un dibattito implementato l'altro giorno dal nuovo emendamento del parlamento che vieta ai minori di indossare abiti musulmani in pubblico.
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