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Confindustria: turismo ed export i settori più colpiti dalla crisi, incerta risalita dalla voragine

© Sputnik . Albert PolyakovIl padiglione italiano a World Food Expo
Il padiglione italiano a World Food Expo  - Sputnik Italia, 1920, 10.04.2021
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L’Italia è in risalita dalla voragine, ma l’esito è incerto. A fine del 2022 l'economia italiana dovrebbe colmare la voragine aperta nel 2020 dalla pandemia, a condizione che proceda la campagna di vaccinazione.
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, sottolinea la necessità di porre la "massima attenzione" al settore turistico. Turismo ed esportazioni sono i settori più colpiti dalla crisi causata dalla pandemia di coronavirus.
Secondo il rapporto di previsione del Centro studi di Confindustria “Liberare il potenziale italiano. Riforme, imprese e lavoro per un rilancio sostenibile”, nel 2020 gli arrivi turistici mondiali sono crollati di tre quarti, generando perdite pari al 2% del Pil globale e mettendo a rischio 100 milioni di posti di lavoro.
E l’Italia ha una storica specializzazione turistica: il settore, attraverso i legami con gli altri comparti, vale il 13% del Pil e il 14% dell’occupazione.
Per questo, nel suo intervento alla presentazione del rapporto, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha sollecitato “la massima attenzione” per un settore fondamentale per l'economia italiana e strategico per l'Europa. 
Anche le esportazioni italiane hanno registrato un netto calo, nel 2020, pari a -13,8%, e risaliranno dell’11,4% nel 2021 e del 6,8% nel 2022, sostenute dalla ripresa della domanda mondiale.
Il recupero delle vendite di beni italiani è atteso grazie al rimbalzo della domanda Ue e Stati Uniti, mentre i servizi chiuderanno il gap solo alla fine del 2022 perché zavorrati dalla crisi del turismo.

Pil del 2021 a +4,1%, ma con vaccinazione di massa

Complessivamente, il Centro Studi di Confindustria prevede un graduale recupero del Pil italiano, concentrato nella seconda metà di quest’anno, arrivando al +4,1% nel 2021 e al +4,2% nel 2022. Ma questa previsione, si sottolinea, "è condizionata all’avanzamento della vaccinazione di massa in Italia ed Europa: l’ipotesi è che il Covid sia contenuto in modo efficace dai prossimi mesi”.

​Recupero occupati solo nel 2022

Sul fronte occupazione, nel 2021 il numero di persone occupate è atteso ancora in calo, pari a -1,7%, dopo la flessione limitata al -2,8% nel 2020, ossia 770mila occupati in meno nel quarto trimestre 2020 rispetto a fine 2019.
Solo nel 2022, si sottolinea nel rapporto, "ci sarà spazio anche per un recupero del numero di occupati: +1,4%, pari a +313mila unità.
Ma proprio nel mercato del lavoro la crisi ha accelerato i processi di automazione e digitalizzazione:
  • l’80% dei datori di lavoro intende rafforzare la digitalizzazione e il lavoro a distanza
  • il 50% dei datori di lavoro vuole una maggiore automazione del processo produttivo
Occupazione e #lavoro richiederanno progettazione e investimenti in nuove competenze. Il #RapportoConfindustria è uno sguardo verso il #futuro su come la ricomposizione della spesa pubblica e privata in direzione di nuove competenze potrà rispondere ai cambiamenti in corso.
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