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ArcelorMittal, Ricky Tognazzi: operaio “cacciato per un’idea, esiste ancora il reato d’opinione?”

© Marco Merlini© Marco Merlini / Cgil Roma, 15 novembre 2019 Ministero dello Sviluppo Economico Convocazione al Mise dei segretari generali Cgil, Cisl e Uil con i vertici ArcelorMittal
© Marco Merlini / Cgil  Roma, 15 novembre 2019  Ministero dello Sviluppo Economico  Convocazione al Mise dei segretari generali Cgil, Cisl e Uil con i vertici ArcelorMittal - Sputnik Italia, 1920, 10.04.2021
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Il regista di “Svegliati Amore mio” si dice “incredulo e sgomento” per il licenziamento di Riccardo Cristello, “colpevole” di aver condiviso su Facebook un post in cui si invitava a seguire la serie tv. Sulla vicenda è intervenuto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, che ha chiesto chiarimenti all’ad di ArcelorMittal, Lucia Morselli.
Ricky Tognazzi ha ideato e diretto con la moglie Simona Izzo “Svegliati amore mio”, la serie che racconta la lotta di una mamma, interpretata da Sabrina Ferilli, che denuncia l’inquinamento di una fabbrica siderurgica ritenendola responsabile della leucemia di sua figlia.
“Quello che è successo assomiglia al reato di opinione, credevo non esistesse più. Tra l’altro, volutamente, non c’era alcun riferimento diretto né a Taranto, né a ArcelorMittal. Abbiamo ambientato la storia in una città immaginaria perché il problema dei veleni non riguarda solo Taranto”, ha spiegato Tognazzi in un’intervista a Repubblica.
Un tema sentito, sottolinea il regista, tanto da essere stato “anche rimproverato perché non era Taranto”
“Tutto potevo immaginare, non che due operai rischiassero il posto di lavoro. Hanno la mia solidarietà e il mio affetto. Provo un senso di sgomento e incredulità. Se un cittadino consiglia di vedere una serie o paragona un’opera dell’ingegno alla realtà è reato?”
Tognazzi evidenzia quindi un aspetto che “non torna”: "Un operaio aveva scritto su una bacheca privata di Facebook, era un gruppo chiuso. Questo apre una serie di sospetti terribili, e non è il primo caso. Ci sono diritti che non si possono toccare. Vorrei chiedere a questi dirigenti: ‘Licenziate in base a cosa?’”.

Orlando ha chiamato Morselli

Ieri il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha chiesto chiarimenti sulla vicenda all’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, che ha ribadito le ragioni che hanno portato al licenziamento. L’azienda ha ritenuto frasi come “vergogna” e “assassini”, non scritte da Cristello ma presenti nel post condiviso, come denigratorie, lesive della propria immagine e minacciose, sebbene non ci sia alcun riferimento ad ArcelorMittal.
Dal ministero hanno fatto sapere che l’invio per conoscenza della contestazione disciplinare “non rappresenta e non esaurisce la richiesta di chiarimento rivolta al management dell’azienda”. E nel botta e risposta Mittal si è detta pronta "a ricevere ogni ulteriore richiesta di informazioni”.

Cristello: "Voglio tornare al lavoro"

Contattato da Sputnik Italia, ieri il lavoratore ha auspicato di poter tornare al lavoro.
“Voglio tornare al lavoro, riavere i miei diritti, il mio reddito, per stare più tranquillo con la mia famiglia. Spero sempre nelle istituzioni, perché chiariscano la situazione per me e per tutti”.

Sciopero il 14 aprile

Da parte sua, l’Unione sindacale di base (Usb) ha annunciato per il 14 aprile uno sciopero a oltranza davanti ai cancelli dell’impianto. Una mobilitazione “resa necessaria dalla gestione scriteriata" che ha portato a “impianti fatiscenti e pericolosi, peggioramento dei fenomeni emissivi, ricorso massiccio alla Cassa integrazione in maniera unilaterale, clima di terrore all’interno dello stabilimento e provvedimenti espulsivi pretestuosi”, ultimo in ordine di tempo quello di Cristello.
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