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Pronta per la consegna la seconda fregata Fremm venduta dall’Italia per l’Egitto

© Foto : Marina Militare ItalianaFregata Fremm Bergamini
Fregata Fremm Bergamini  - Sputnik Italia, 1920, 09.04.2021
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Amnesty International e Rete Pace e Disarmo denunciano: nessun cambio di rotta sui diritti umani, si continua a sostenere il presidente al-Sisi fornendogli armamenti.
La seconda fregata multimissione Fremm, facente parte dell’accordo di vendita per due navi militari perfezionato durante il 2020, sta partendo alla volta dell’Egitto, secondo indiscrezioni raccolte delle due organizzazioni.
La prima fregata era stata consegnata lo scorso novembre.
In una nota congiunta, Amnesty e Rete Pace e Disarmo ricordano che questa seconda nave era stata inizialmente destinata alla Marina Militare italiana con il nome “Emilio Bianchi”, assegnato al varo del gennaio 2020. Oggi si chiama Bernees e da circa metà febbraio dai cantieri navali di La Spezia sono state eseguite diverse uscite in mare di collaudo finale e di addestramento per l’equipaggio della Marina Militare egiziana.
“Questa notizia conferma in maniera evidente come non ci sia stato alcun cambio di rotta rispetto alle decisioni dello scorso anno e che anche il Governo Draghi, cui è in capo la responsabilità dell’autorizzazione finale alla consegna, dopo la concessione della licenza di vendita nel 2020 da parte del Governo Conte, ha deciso di continuare a sostenere il regime egiziano con forniture militari”, è la denuncia delle due organizzazioni.

Consegna a pochi giorni dal rinnovo della detenzione di Patrick Zaki

Amnesty International Italia e Rete Italiana Pace e Disarmo definiscono non solo inaccettabile e insensata la scelta del governo, ma sottolineano come sia anche contraria alle norme nazionali e internazionali sul commercio di armi che l’Italia ha sottoscritto e che dovrebbe rispettare.
Inoltre, evidenziano, la consegna avviene a pochi giorni dall’ennesimo rinvio dei termini di carcerazione preventiva per lo studente Patrick Zaki e nel continuo ripetersi di casi di violazioni diritti umani da parte del regime di al-Sisi.
E non si può neanche parlare di un affare perché, ricordano, la coppia di navi è costata allo Stato circa 1,2 miliardi di euro e, secondo notizie di stampa, l’accordo di rivendita avrebbe un valore di soli 990 milioni di euro.

Fornitura delle navi senza l'esame del parlamento

Giorgio Beretta, analista dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (Opal) , ha quindi evidenziato come la fornitura delle Fremm non sia mai stata sottoposta all’esame delle Camere.
"Si tratta di un passaggio fondamentale richiesto dalla normativa vigente (la legge n. 185 del 1990) e oggi ancor più necessario in considerazione delle trattative in corso con l’Egitto per altre fregate Fremm, pattugliatori, caccia multiruolo e aerei addestratori che consoliderebbero la posizione del regime di al-Sisi come principale acquirente di sistemi militari italiani".

Amnesty: totale mancanza di coerenza da parte del governo

Per Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, il governo sta dimostrando una "mancanza totale di coerenza nell’esprimere al contempo solidarietà verso la causa del giovane studente dell’Università di Bologna e nel vendere armamenti a un regime sanguinario come è quello di al-Sisi".
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