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ArcelorMittal, Rizzo (Usb Taranto): licenziamento di Cristello non regge, uno schiaffo a Taranto

© Foto : TPIIlva di Taranto
Ilva di Taranto - Sputnik Italia, 1920, 09.04.2021
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Il coordinatore provinciale dell’Unione sindacale di base (Usb), Francesco Rizzo, ricostruisce a Sputnik Italia la vicenda di Riccardo Cristello e lancia l’allarme sulla situazione nella fabbrica di Taranto: ci si renderà conto della gravità quando avremo un evento come quello della Thyssenkrupp.
Rizzo non usa mezze parole, va dritto al punto. Il licenziamento di Cristello è “uno schiaffo a tutta la comunità tarantina, perché il messaggio è ‘dovete stare zitti, non vi dovete lamentare, non vi dovete neanche preoccupare per la salute dei vostri figli’, al netto del fatto che non ci sono le basi” per licenziarlo.
Cristello “ha semplicemente condiviso un messaggio screenshot, scritto non sappiamo da chi, su un profilo privato in cui non si faceva nessun riferimento a ArcelorMittal o ai dirigenti di ArceloMittal. Senza nessun commento né a favore né contro”.
A differenza, ha sottolineato il coordinatore provinciale Usb, dell’altro lavoratore che era stato inizialmente sospeso con Cristello, che “aveva scritto un messaggio di proprio pugno nominando ArcelorMittal”.
L’altro operaio si è scusato e ha evitato così il licenziamento. Ma anche in questo caso, sottolinea Rizzo, aveva parlato “di cose di cui non aveva inoltre nessun motivo per scusarsi”.
Ma se nel suo caso poteva esserci per assurdo una contestazione aziendale, “nel caso di Riccardo non c’è nulla”.
Anzi, ha aggiunto: “L’unica violazione di legge è quella dell’azienda che ha ottenuto lo screenshot di Riccardo in un profilo privato, quindi chiuso”.
© Foto : Pierpaolo LeonardiPicchetto allo stabilimento ex Ilva di Taranto
Picchetto allo stabilimento ex Ilva di Taranto - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Picchetto allo stabilimento ex Ilva di Taranto

Cristello: “Voglio tornare al lavoro”

Raggiunto da Sputnik Italia, Cristello ha detto di auspicare che “il clamore” sollevato dalla sua vicenda gli restituisca il lavoro. 
“Voglio tornare al lavoro, riavere i miei diritti, il mio reddito, per stare più tranquillo con la mia famiglia. Spero sempre nelle istituzioni, perché chiariscano la situazione per me e per tutti”

Rizzo: “I Riva dei galantuomini rispetto all’ad Morselli

Non è il primo "licenziamento assurdo" che avviene sotto la gestione dell'ad Lucia Morselli, rimarca Rizzo. Tanto assurdi che "i Riva rispetto a lei erano dei galantuomini", ha dichiarato, perché "almeno prima di avviare un provvedimento o di licenziarti ti chiamavano e ti avvisavano”.

Nessuna solidarietà dalle sigle sindacali nazionali

La vicenda di Cristello non ha fatto registrare alcuna manifestazione di solidarietà da parte dei sindacati nazionali.
A domanda diretta, Rizzo ha risposto:
“Nemmeno una parola da Fim, Fiom e Uil. A questo punto penso che sapessero tutto prima. Se non parli vuol dire che sei a favore di ArcelorMittal”.
ArcelorMittal - Sputnik Italia, 1920, 13.03.2021
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Sciopero il 14 aprile

Da parte sua l'Usb di Taranto ha indetto uno sciopero a partire dal 14 aprile sino a data da destinarsi con presidio permanente davanti ai cancelli della direzione.
Una mobilitazione “resa necessaria dalla gestione scriteriata" che ha portato a “impianti fatiscenti e pericolosi, peggioramento dei fenomeni emissivi, ricorso massiccio alla Cassa integrazione in maniera unilaterale, clima di terrore all’interno dello stabilimento e provvedimenti espulsivi pretestuosi”, ultimo in ordine di tempo quello di Cristello.

Incontro con al Mise

Tutti temi sollevati anche nell’ultimo incontro avuto, circa due settimane fa, con il ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in cui è stato confermato che Invitalia verserà ad ArcelorMittal i 400 milioni che segneranno l'ingresso dello Stato al 50% nel capitale dell'azienda siderurgica.
Alle sue contestazioni, ha raccontato Rizzo a Sputnik Italia, “il ministro Giorgetti mi ha dato ragione e ha detto che con l’ingresso di Invitalia ci saranno tre nomine tecniche per capire che fine hanno fatto i soldi”.
Ma rimane il fatto che oggi “4.000 operai su 8.200 sono in cassa integrazione, e il paradosso è che il 70-80 per cento degli operai in cigs è delle manutenzioni”.
“Come si fa a fare il ripristino degli impianti tenendo a casa le persone che dovrebbero fare quel lavoro? E poi ci sono gli incidenti. Si prenderà coscienza della gravità della situazione nel giorno in cui ci sarà l’evento come quello della Thyssenkrupp”.
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