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Draghi: "Voglio riaprire in sicurezza ma non ho una data. Ci stiamo lavorando"

© Filippo AttiliIl premier Mario Draghi
Il premier Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 08.04.2021
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E sui vaccini: "Priorità agli over 75. Con che coscienza si saltano le liste?". Su Alitalia: "Non accetteremo discriminazioni. Trattiamo".
Il premier Mario Draghi ha ribadito più di una volta nel corso della sua conferenza stampa quanto sia importante portare avanti la campagna vaccinale, tutelando le fasce a rischio e le più fragili, per poter iniziare a pensare alle riaperture. E altrettanto categoricamente ha ripetuto che non ha una data per la riapertura, ma che il governo sta lavorando per poter ripartire in sicurezza.
"Quanto più celermente procedono le vaccinazioni, in particolare per le categorie a rischio, tanto più si potrà riaprire", ha detto Draghi. 
"E' meglio avere il 100% delle categorie a rischio vaccinate e meno gli altri: è essenziale anche per la ripresa dell'economia", ha aggiunto facendo riferimento all'obiettivo delle 500mila dosi al giorno che resta confermato. 
E poi ha fatto un richiamo alla coscienza: "Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a un rischio concreto di morte chi ha più di 75 anni?", ha detto facendo riferimento a giovani che vengono vaccinati prima degli anziani.
Nel corso della conferenza stampa il premier ha parlato anche di scuola, Alitalia e sostegni. 

Le riaperture e i vaccini

Draghi si è detto "molto ottimista sull'andamento del programma vaccinale ma soprattutto sul clima di cooperazione tra Stato e Regioni".
Il premier, infatti, ha ripetuto che senza le vaccinazioni non si potrà riaprire e la disponibilità dei vaccini "non è caduta" ma "sta risalendo".
"La disponibilità di vaccini di aprile - ha assicurato - consente di vaccinare tutti gli over 80 e la maggior parte di chi ha più di 75 anni. Questo tema è anche al centro delle riaperture: se riusciamo a ridurre il rischio di morte è chiaro che si riapre con maggiore tranquillità. Il lavoro del generale Figliuolo e delle Regioni procede a spron battuto, si tratta di fare scelte, non ho alcun dubbio che tutte le regioni possano perseguire l'obiettivo".
I giornalisti hanno insistito sul tema e Draghi ha dichiarato: "Non ho una data, ne stiamo parlando in questi giorni, dipende dall'andamento dei contagi, ma anche dall'andamento delle vaccinazioni sulle fasce a rischio".

Il certificato vaccinale

Il premier ha inoltre spronato a pensare all'estate: "La cosa importante è prepararsi alla stagione turistica, non darla per abbandonata. Non è abbandonata. I siti turistici sono prenotati dagli italiani ma gli stranieri non ci sono ancora, bisogna annunciare che siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che hanno un certificato vaccinale".
Per questo bisogna "procedere rapidamente, è nostro interesse avere il certificato vaccinale" e bisogna prendere esempio da Grecia e Spagna da cui "l'Italia ha molto da imparare".
E sulla normalità per il 2 giugno ha risposto: "Speriamo, anche prima".

Alitalia: nessuna discriminazione

Su Alitalia "siamo in piena trattativa con la Commissione. Usa criteri apparentemente diversi ma dovrà giustificare se c'è una asimmetria e noi non possiamo accettare asimmetrie ingiustificate. Se ci sono ragioni per trattar male Alitalia rispetto ad Air France le vedremo e non accetteremo discriminazioni arbitrarie", ha detto Draghi sul tema.
Però, ha aggiunto, "ora il punto centrale è creare una società, ITA, che avrà una forte discontinuità rispetto alla precedente Alitalia". 
Il premier ha aggiunto che è dispiaciuto che Alitalia dovrà cambiare nome: "La considero una cosa di famiglia, un po’ costosa, ma è di famiglia". 
L'obiettivo del governo, però, è di creare una nuova società che "parta immediatamente" per evitare di perdere la stagione estiva: "Deve partire, reggersi con le sue ali senza sussidi". 

I sostegni saranno di più

Draghi ha poi accennato anche alle nuove misure di sostegno alle aziende in difficoltà: "Il ministro Franco presenterà prima il Def, dove viene definito lo scostamento. Il Parlamento lo dovrà poi votare e poi faremo il decreto, che conterrà sia sostegni che misure per le riaperture. La dimensione sarà probabilmente più grande" di quello precedente.

Scuola in presenza almeno un mese

Il premier è tornato a parlare anche del rientro in presenza degli studenti: "L'obiettivo deve essere di dare ai ragazzi almeno un mese di attività scolastica, che possano chiudere insieme l'anno". 

AstraZeneca e la sfiducia

Il premier Draghi e il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, hanno ribadito la sicurezza del vaccino AstraZeneca, sottolineando i meccanismi di sorveglianza e i benefici che superano i rischi.
"Questo crollo di fiducia in AstraZeneca si vede? Si vede meno di quanto ci si sarebbe aspettato. Quindi continuiamo a dare un messaggio rassicurante che non è un messaggio che viene dato a cuor leggero ma con serietà, partecipazione e comprensione. Io mi sono vaccinato con Astrazeneca, non mi è venuto in mente di farlo alla leggera e mia moglie anche", ha detto Draghi.
Locatelli ha aggiunto: "Sono 84 gli eventi avversi su una popolazione di 25 milioni di persone vaccinate. Il bilancio rimane largamente favorevole".
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