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Nessuna posizione comune Ue su AstraZeneca. L’Italia lo raccomanda per gli over 60

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Ufficio Stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri / Antonio MorlupiDosi del vaccino AstraZeneca
Dosi del vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 07.04.2021
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Dopo il verdetto dell’Ema sui coaguli da domani aperte le prenotazioni per la fascia 60-79 anni. La rassicurazione di Speranza: nessun ritardo sul piano di vaccinazioni.
Non c'è ancora una decisione dei 27 Stati membri dell’Unione europea sulla linea comune da tenere sulle restrizioni da applicare alla somministrazione del vaccino di AstraZeneca per fasce di età, dopo la valutazione dell’Agenzia europea del farmaco che apre alla possibilità di una relazione tra trombosi e inoculazione pur ribadendo che i benefici superano i rischi.
E intanto in Italia, dove si raccomanda l’uso del preparato per gli over 60, da domani saranno aperte le prenotazioni per la somministrazione di AstraZeneca alla fascia di età che va dai 60 ai 79 anni.  

Nulla di fatto a Bruxelles

I ministri della Salute Ue, che si sono riuniti per discutere le raccomandazioni dell’Agenzia del farmaco sul raro rischio di coaguli del sangue, non si sono riusciti a mettere d’accordo su una linea comune su AstraZeneca, ma le discussioni con l'Ema proseguiranno, secondo fonti di Bruxelles.
La commissaria alla Salute Stella Kyriakides ha chiesto ai ministri di incaricare esperti affinché lavorino all'interno dell'Ema per sviluppare un approccio coordinato europeo basato anche su ulteriori studi.
La presidenza portoghese aveva auspicato una posizione comune per evitare la sfiducia dei cittadini sui vaccini. Nella lettera di convocazione era stato indicato espressamente il possibile impatto “diretto e immediato” dell'annuncio dell'Ema sui piani nazionali di vaccinazione.
La presidenza di turno ha chiesto quindi l'armonizzazione delle scelte a livello europeo che “sarà decisiva per fermare la diffusione della disinformazione”.

L’Italia: cautela e over 60

In Italia le autorità hanno deciso di raccomandare l'uso del vaccino anglosvedese per gli over 60, ma hanno sottolineato che non c'è alcuna controindicazione per la seconda dose, anche in altre fasce di età, a chi ha già ricevuto la prima senza conseguenze.
La scelta italiana su AstraZeneca "è stata ispirata al principio di massima cautela", ha detto il direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrini, sottolineando che il preparato di Oxford “è un vaccino importante e gli effetti rarissimi che anche altri farmaci hanno vanno visti con calma e cautela”.
Intanto il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che tra stanotte e domani ci sarà una nuova circolare per l’uso del vaccino perché “bisogna essere chiari e netti”.
Il provvedimento "conterrà una raccomandazione di somministrare AstraZeneca sopra i 60 anni, in linea con quanto deciso da altri paesi Ue” e non ci saranno conseguenze sulla campagna vaccinale.
Il Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Francesco Paolo Figliuolo ha annunciato che il vaccino sarà disponibile da domani anche per la  “platea di circa 13,6 milioni di persone, delle quali oltre 2,2 milioni hanno già ricevuto la prima dose" che va dai 60 ai 79 anni.
Infine il coordinatore del Cts Franco Locatelli ha voluto essere categorico sul vaccino AstraZeneca: “Smaltiamo un concetto a chiarissima lettere: questa non è l'eutanasia né il funerale del vaccino Astrazeneca. È assai utile per proteggere la popolazione più esposta a sviluppare patologie gravi".

Il verdetto dell’Ema

L'Agenzia europea del farmaco ha riscontrato un possibile legame fra il vaccino anti-Covid di AstraZeneca e alcuni casi estremamente rari di eventi trombotici, ma ha confermato il giudizio positivo sul rapporto rischi-benefici del farmaco.
L'Ema ha sottolineato che i coaguli di sangue con bassi livelli piastrinici dovrebbero essere elencati fra gli effetti collaterali molto rari del farmaco. Suggerimento subito accolto dalla società produttrice che provvederà a inserirlo.
Secondo i casi riscontrati gli effetti avversi sono stati riscontrati soprattutto nelle donne sotto i 60 anni entro due settimane dall’inoculazione della dose di vaccino, ma, ha sottolineato la direttrice dell’Ema, Emer Cooke “alla luce della casistica attuale non è possibile indicare l'età o il sesso come possibili fattori di rischio”.  
Attualmente i casi di trombosi riscontrati sono stati 222 su 34 milioni di dosi somministrate, un dato che a livello statistico è al limite dell'osservabile.

Oms: relazione di causa-effetto plausibile

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità non è confermata alcuna relazione causale tra i coaguli di sangue e la somministrazione del vaccino AstraZeneca, ma questa correlazione è considerata plausibile.
Il sottocomitato Covid-19 del Comitato consultivo globale dell'Oms per la sicurezza dei vaccini (Gacvs) ha esaminato le segnalazioni “di rari casi di coaguli di sangue con piastrine basse a seguito della vaccinazione con il vaccino AstraZeneca” e “sulla base delle informazioni attuali, una relazione causale tra il vaccino e la comparsa di coaguli di sangue con basse piastrine è considerata plausibile ma non è confermata”, recita la nota.
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