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"Il Paese non tiene più": il piano di Calenda per riaprire tutto il 15 maggio

© AFP 2021 / Alberto PizzoliCarlo Calenda
Carlo Calenda  - Sputnik Italia, 1920, 07.04.2021
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Il leader di Azione chiede una data certa per le riaperture e il ritorno alla normalità, a condizione di somministrare almeno una dose di vaccino ai soggetti più vulnerabili.
All'indomani delle proteste di imprenditori e partite Iva, Carlo Calenda chiede al governo di stabilire una data certa per le riaperture e propone di riaprire tutto il 15 maggio. La soglia minima per la ripartenza è quella di coprire la popolazione più vulnerabile, anziani over 70 e fragili, con almeno una dose di vaccino. In un video diffuso sui social l'ex ministro illustra il suo piano per le riaperture e le cinque condizioni per realizzarlo. 
"Il Paese non tiene più. Stiamo arrivando oltre la soglia di tenuta sociale", afferma Calenda evidenziando come Azione non abbia finora mai preso posizione sulle chiusure dei governi Conte e Draghi. Adesso è giunto "il momento di programmare una riapertura totale delle attività prosegue - dandosi un obiettivo coerente con la capacità vaccinale".
A dimostrazione di ciò l'ex dem sciorina i numeri della crisi economica che attraversano i numerosi settori colpiti dalle restrizioni anti-contagio, a partire dalla perdita di oltre 1 milione di posti di lavoro e ulteriori 300.000 imprese a rischio.
Sostenere con i ristori le attività danneggiate dalle restrizioni costerebbe 50 miliardi al mese, "un carico mai sostenuto e che comunque non riusciremo a sostenere per mesi", spiega Calenda. 
Sotto questa prospettiva appare insostenibile l'obiettivo di riaprire solo quando tutta la popolazione riceverà la doppia dose di vaccino, perché questo vorrebbe dire "realisticamente che non torneremo alla vita normale prima della fine dell'anno".
 
 
© Sputnik . Evgeny UtkinUna strada senza le persone, Milano
Una strada senza le persone, Milano - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Una strada senza le persone, Milano
 
 

Il piano per le riaperture di Azione

La proposta di Azione è quella di riaprire tutto il 15 maggio stabilendo come "soglia minima la messa in sicurezza" di over 70 e vulnerabili "con almeno una dose" di vaccino. 
"Sappiamo che la somministrazione anche di una sola dose aumenta significativamente la protezione dall'infezione e dalle sue conseguenze più gravi. Parliamo di circa 11 milioni di persone ancora in attesa di vaccinazione. Nel mese di aprile arriveranno 8 milioni di dosi, entro giugno dovrebbero arrivarne 52. L'obiettivo è dunque quello di vaccinare tutti i soggetti a rischio con almeno una dose, oltre a garantire gli slot di prenotazione per chi deve fare la seconda fase, circa 3 milioni di persone", osserva Calenda. 
Mantenendo una media giornaliera di 350 mila somministrazioni per il mese di aprile si riuscirebbe "ampiamente" a saturare l'intera disponibilità di dosi ricevute. Le restanti 6 milioni di persone vulnerabili potranno essere vaccinate entro le prime due settimane di maggio innalzando a 450 mila dosi il livello di somministrazioni giornaliere. 
Calenda ritiene che con questo calendario sarà possibile riaprire tutte le attività entro metà maggio con un "grado di rischio accettabile".

Le cinque condizioni

Calenda suggerisce 5 condizioni per poter realizzare il piano di riapertura al 15 maggio
  1. strategia di contenimento radicale per riportare terapie intensive e contagi a livello accettabile; 
  2. il governo gestirà interamente l'approvvigionamento dei vaccini alle regioni in modo da raggiungere uniformemente la soglia minima di copertura; 
  3. forniture condizionate alla sola vaccinazione delle categorie identificate; 
  4. rafforzamento della cintura di protezione costituito da tracciamento, tamponi e terapie subintensive ed intensive; 
  5. sviluppo massiccio della capacità di eseguire tamponi molecolari collegato ad un sistema di green pass, per via dei forti dubbi sulla capacità dei tamponi antigenici di rilevare le varianti. 
"In questo anno di Covid abbiamo sempre seguito il virus piuttosto che prevenirlo. Le decisioni sulle chiusure e aperture sono spesso state prese tardi e in modo confuso", prosegue Calenda. Dobbiamo definire quanto è lungo il tunnel in cui siamo piombati un anno fa. Oggi abbiamo i mezzi per farlo, occorre trovare la volontà", conclude Calenda. 

La vaccinazione in Italia

Dall'inizio della campagna di vaccinazione in Italia sono state somministrate 11.510.905 dosi delle 14.136.480 ad oggi ricevute. Un rapporto che mostra una capacità di somministrazione pari all'81,4% del totale. Le persone immunizzate, che hanno ricevuto entrambe le dosi, sono 3.555.242. I vaccini usati nella campagna nazionale sono quelli sviluppati da Pfizer/Biontech, Moderna e AstraZeneca, approvati in uso d'emergenza da Aifa, dopo il disco verde di Ema.
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