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Covid-19, quasi sei milioni di studenti in classe: quali scuole riaprono oggi

© AP Photo / Alessandra TarantinoLezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia
Lezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia - Sputnik Italia, 1920, 07.04.2021
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Bambini in classe fino alla prima media anche in zona rossa, mentre dalla seconda media in su la didattica in presenza dipenderà dal colore della regione.
Le scuole riaprono oggi i cancelli anche in zona rossa, dopo lo stop disposto a marzo dal governo Draghi dovuto all'impennata dei contagi. Torneranno in classe mercoledì 7 aprile quasi sei milioni di studenti, pari al 66% dell'intera popolazione scolastica. Per i più piccoli le lezioni saranno garantite in presenza, mentre per i più grandi poi le modalità della didattica dipenderanno dal colore delle regioni. 
Ecco com'è prevista la ripartenza delle scuole: 
  • fino alla prima media lezioni in presenza in tutta Italia, anche in zona rossa; 
  • dalla seconda media in poi didattica a distanza per le nove regioni rosse; 
  • fino alla terza media didattica in presenza nelle zone arancioni; 
  • dal primo superiore Dad al 50% fino a un massimo del 75%, sempre nelle zone arancioni.
Con le nuove regole due alunni su tre potranno tornare sui banchi di scuola, indipendentemente dalla situazione epidemiologica. 

La ripartenza in sicurezza

Il ritorno in classe in pandemia fa sorgere la questione della sicurezza negli istituti per studenti, insegnanti e personale scolastico. Un nodo ancora da sciogliere che non riguarda solo le norme anti-contagio all'interno della scuola, ma anche la sicurezza sui trasporti pubblici
 "La scuola è sicura ma non è sotto una campana di vetro. Quindi quel grado di responsabilità che tutti dobbiamo avere, non deve essere soltanto dentro la scuola ma deve essere dappertutto, fuori e dentro questa grande comunità", ha detto il ministro Patrizio Bianchi al Tg3. 
Ma mentre proseguono la vaccinazione degli insegnanti, che ha raggiunto quota 70% secondo quanto riferisce il governo, i sindacati sono scettici sulle misure disposte per mettere in sicurezza studenti e personale scolastico. 
Lezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia - Sputnik Italia, 1920, 01.04.2021
Variante inglese, Galli: "Scuola serbatoio di contagi, occorrono programmi per lo screening"
Il rientro a scuola in presenza avviene "senza che siano state messe in campo concrete misure per garantire la sicurezza di studenti e personale scolastico. Nessuna indicazione alle scuole per realizzare un sistema di monitoraggio nazionale, nessuna scelta su trasporti dedicati, nessuna possibilità di prevedere più ridotti gruppi di alunni o con più docenti o maggiore disponibilità di spazi, niente neanche rispetto all'annunciato "Piano Miozzo" sui tamponi da effettuare prima del rientro", scrive Flc Cgil in una nota. 
L'assenza di disposizioni centrali sui test rapidi, l'assenza di una campagna nazionale così come la mancanza della diffusione dei dati dei contagi a scuola, rendono il ritorno in classe "piu' un atto volontaristico del Governo che una scelta consapevole accompagnata da misure concrete", conclude il comunicato.
Lo scetticismo dei sindacati fa eco all'allarme lanciato dall'infettivologo Massimo Galli, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, che nei giorni precedenti ha lanciato l'allarme sul maggior rischio di contagi fra i ragazzi in età scolare dovuto alle varianti del Sars-Cov-2, chiedendo di avviare screening a tappeto, come ad esempio i test salivari, sulla popolazione scolastica, per prevenire la diffusione del virus.
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