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AstraZeneca, Ema conferma "'possibile nesso con trombosi rare"

© REUTERS / DADO RUVICDelle fiale di vaccino AstraZeneca
Delle fiale di vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 07.04.2021
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L'agenzia europea del farmaco riconosce i legami, pur rari, tra vaccino e trombosi ma ribadisce che i benefici sono comunque superiori ai rischi.
E' arrivato il nuovo verdetto dell'Agenzia europea del Farmaco (Ema) dopo la terza valutazione in un mese in merito alla possibile relazione tra la somministrazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca e episodi di trombosi cerebrale. L'ente di vigilanza ha riconosciuto che gli eventi di coagulo al seno venoso possono essere "sono effetti collaterali molto rari" del vaccinazione con il vaccino Oxford. Tuttavia ribadisce che i benefici del vaccino sono superiori ai rischi degli effetti collaterali. 
"Finora, la maggior parte dei casi segnalati si è verificata in donne di età inferiore a 60 anni entro 2 settimane dalla vaccinazione. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati", scrive Ema in una nota.
ll Comitato per la valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PROC), riunitosi da martedì per valutare 86 casi di trombosi segnalati dalle autorità nazionali. Nello specifico si tratta di 62 casi di coagulo al cervello e 24 all'addome, per la maggior parte nelle donne sotto i 60 anni di età. Di questi, 18 si sono rivelati fatali. 
"E' di grande importanza che chi si sottopone alla vaccinazione sia messo al corrente di questi rischi , in modo da tenere sotto controllo possibili segni o sintomi che solitamente si manifestano nella prima settimana dopo la vaccinazione", fa presente Ema. 
L'agenzia ricorda che i possibili segnali di una trombosi imminente includono mancanza di respiro, dolore al petto, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, forti mal di testa, visione offuscata e minuscole macchie di sangue sotto la pelle. In presenza di questi sintomi Ema raccomanda di rivolgersi ad un medico. 
​In base ai dati rilevati l'agenzia non è in grado di concludere che età, sesso o le cartelle cliniche possano essere fattori di rischio aggiuntivi.

Le precedenti valutazioni Ema

L’Agenzia europea per i medicinali il 31 marzo ha confermato la sua valutazione su efficacia e sicurezza del vaccino di AstraZeneca, espressa con il parere del 18 marzo, ma ha aggiunto di non poter escludere la possibilità di un nesso causale tra il vaccino e gli eventi di coagulazione.
Nonostante i due verdetti positivi dell'agenzia europea, diversi stati hanno sospeso o limitato la somministrazione agli over 60 del vaccino Oxford.
Nel Regno Unito, intanto, l'autorità britannica dei medicinali (MRHA) raccomanda di somministrare un vaccino diverso per le persone di età inferiore ai 30 anni, dopo i 79 casi e 19 morti dovuti a trombosi rare fra i circa 20 milioni di persone che hanno ricevuto il vaccino anglo-svedese. 
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