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OPEC+: gli Stati membri decidono di aumentare le estrazioni di greggio

© Sputnik . Alexei DanichevEstrazione petrolio
Estrazione petrolio - Sputnik Italia, 1920, 06.04.2021
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A valle dell’incontro di giovedì i Paesi dell’OPEC+ hanno deciso di abbandonare gradualmente le proprie restrizioni in materia di estrazione di greggio e di aumentare la produzione tra maggio e luglio di 1,141 milioni di barili al giorno.
Perché si è deciso di aumentare i volumi? Nessuno sembrava aver parlato di questa possibilità. In che modo muterà il piano di estrazione degli altri Paesi? Esiste il rischio che l’incremento delle estrazioni incida negativamente sui prezzi? Cercano di rispondere a queste domande di Sputnik gli esperti di settore.
Il maggiore incremento della produzione sarà quello dell’Arabia Saudita: infatti, il Paese prevede il graduale ritorno sul mercato di 1 milioni di barili al giorno: 250.000 a maggio, 350.000 a giugno e 400.000 a luglio.
La Russia, a sua volta, nell’ambito dell’accordo OPEC+ aumenterà i volumi di estrazione del greggio tra maggio e luglio di 114.000 barili al giorno.
Gli altri Stati membri dell’alleanza, invece, incrementeranno i volumi di 350.000 barili al giorno. Tutte le restrizioni entreranno in vigore a partire da maggio.

Decisione tempestiva

Estrazione petrolio - Sputnik Italia, 1920, 01.04.2021
Cresce il prezzo petrolio mentre i paesi OPEC+ concordano aumento produzione da maggio
La decisione adottata dall’alleanza si è rivelata piuttosto inaspettata per il settore petrolifero: nessuno immaginava che i Paesi esportatori di greggio avrebbero aumentato le estrazioni già ora. O perlomeno non c’era alcun sentore che questo sarebbe potuto accadere.
Il mercato continua a non essere stabile: in Europa potrebbe esserci una terza ondata pandemica, il che provocherebbe un ennesimo calo dei consumi di greggio e prodotti raffinati. Inoltre, non tutti i Paesi delle altre aree del pianeta hanno già ripristinato i consumi di greggio precedenti alla pandemia.
Muhammad Sorur al-Sabban, esperto saudita del settore petrolifero, osserva che la decisione assunta dall’alleanza è stata ottima e tempestiva anche se nessuno si aspettava un simile esito.
“La decisione dell’OPEC+ di incrementare gradualmente le estrazioni di greggio ha avuto un tempismo perfetto. Dall’inizio della campagna vaccinale contro il coronavirus i mercati mondiali hanno cominciato a riprendere vita e quello petrolifero non ha fatto eccezione. Indipendentemente dall’inizio di un’eventuale terza ondata di coronavirus in Europa, i mercati nazionali stanno ricominciando a consumare sempre più greggio. Secondo le previsioni, in autunno il consumo di petrolio tornerà ai livelli pre-pandemici. Pertanto, è giunto il momento di ripristinare con cautela i volumi di estrazioni dei principali player a livello globale”, osserva.
Inoltre le restrizioni al volume di estrazione non potevano essere conservate a lungo: infatti, i danni alle economie nazionali e allo sviluppo del settore energetico dei Paesi estrattori sono già cospicui.
Di quest’idea è anche Sergey Pikin, direttore del Fondo per lo sviluppo energetico: le limitazioni all’attività estrattiva potevano essere rimosse anche prima, ma c’era lo spauracchio della seconda ondata di coronavirus.
“Comunque gli incrementi dell’attività estrattiva dovevano essere attuati nei mesi successivi, ma sono stati rimandati per via della seconda ondata pandemica e del calo della domanda. Gradualmente l’attività estrattiva riacquisterà i volumi di un tempo. Dobbiamo comprendere che il calo estrattivo posto in essere dagli Stati membri dell’OPEC+ è controbilanciato da un incremento dell’attività estrattiva attuato da quei Paesi che invece non hanno aderito all’accordo. Dunque, la situazione è equilibrata, il che garantisce stabilità. Dunque, a valle di questa dinamica, abbiamo deciso di agire come detto”, spiega l’esperto.

Reazione del mercato

Nelle prime ore dopo l’annuncio degli esiti dell’incontro tra gli Stati membri dell’OPEC+ il mercato petrolifero globale ha temuto l’ennesima riduzione dei prezzi che si è però alla fine riusciti a evitare.
Secondo Aleksander Khurshudov, esperto dell’Agenzia di informazione gasiero-petrolifera, il mercato non è stato interessato da turbolenze grazie all’approccio graduale adottato nell’incremento dell’attività estrattiva.
“La reazione del mercato è fondamentale. Se si aumentano rapidamente i volumi di estrazione, i prezzi crollano. Questo è chiaro. Ed è una dinamica che non porta beneficio a nessuno. Anche questo minimo aumento delle estrazioni ha generato un calo dei prezzi di Borsa. Poi il mercato è riuscito a stabilizzarsi perché i volumi in crescita erano limitati. Ora l’Arabia Saudita aumenterà ancora un po’ i volumi perché per lungo tempo si era posizionata su valori bassi. Sospetto che questa decisione sia stata complessa per il settore saudita. L’attività estrattiva russa, invece, procederà leggermente più spedita. Credo che questi ritmi siano per adesso più che sufficienti. Non serve a nulla muoversi troppo in fretta”, osserva.
Come osserva Sergey Pikin, in questo un ruolo fondamentale l’ha svolto Riad: proprio il ritorno graduale saudita all’attività estrattiva ha consentito di salvaguardare la fragile a faticata stabilità del settore petrolifero.
“Effettivamente il mercato è caratterizzato da un’elevata incertezza. Se ieri l’Arabia Saudita avesse dichiarato che avrebbe riestratto immediatamente un milione di barili, sarebbe stato un duro colpo per il mercato che avrebbe registrato un calo dei prezzi. La decisione attuale, invece, è più moderata e si estende su un periodo di 3 mesi, il che è confortante”, continua l’esperto russo.

Prospettive future

Petrolio - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2021
Esperti OPEC+ rivedono al ribasso le previsioni sulla domanda per il petrolio

Poiché il piano attuale di riduzione è distribuito su un periodo di 3 mesi, le prospettive di ritorno ai volumi pre-pandemici sul mercato petrolifero globale sono del tutto aperte. Anche con delle riduzioni i prezzi si sono stabilizzati, seppur molto lentamente: ad oggi non è ancora chiaro quale quotazione del greggio ci si possa aspettare con volumi minimi di estrazioni.

Tuttavia, Muhammad Sorur al-Sabban guarda al futuro con ottimismo: i prezzi al barile non crolleranno più in maniera significativa. Tuttavia, in questo contesto non tutto dipende dalla volontà degli Stati membri dell’alleanza.
“A mio avviso, a partire da luglio del prossimo anno registreremo un aumento delle quotazioni del greggio fino a 65-70 dollari al barile. Tale prezzo si conserverà, probabilmente, fino a fine anno. Ma si noti che anche altri fattori incidono sul prezzo: ad esempio, il potere d’acquisto, la stabilità delle economie nazionali. Questi fattori non dipendono da ciò che l’alleanza fa o decide”, conclude.
La prossima seduta dell’OPEC+ è prevista per il 28 aprile, giorno in cui è prevista anche la riunione del comitato di sorveglianza, si legge nel comunicato dell’OPEC. È altamente probabile che i piani di aumento delle estrazioni di greggio saranno in quella sede corretti prima della loro entrata in vigore nel mese di maggio.
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