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Farmacologo su AstraZeneca: "Meglio escludere donne under 55"

© REUTERS / Cathrin MuellerAstraZeneca
AstraZeneca - Sputnik Italia, 1920, 06.04.2021
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Le controversie sugli effetti collaterali in seguito alla vaccinazione con il farmaco dell'AstraZeneca portano virologi ed esperti a fornire nuove indicazioni per la somministrazione del vaccino a particolari fasce d'età della popolazione.
Come rilasciato stamattina in un'intervista a La Stampa, il farmacologo Armando Genazzani, rappresentante italiano nel Comitato per l’approvazione dei farmaci dell’EMA, ha indicato una possibile linea futura che potrebbe essere adottata in Italia per la campagna di vaccinazione, relativamente alla somministrazione del farmaco anglo-svedese AstraZeneca.
Genazzani spiega che, nonostante il farmaco abbia un altro tasso di efficacia e apporti numerosi benefici, comporta anche un rarissimo effetto collaterale, osservato particolarmente nelle donne di giovane età.
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I casi di trombosi rinvenuti dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca, seppur pochi, hanno fatto scaturire numerose critiche e diffidenza nei confronti del farmaco, implementato nella campagna vaccinale nella maggior parte dei paesi europei per la prevenzione dell'infezione del coronavirus.
Secondo l'esperto, "è possibile che questi [casi di trombosi] siano legati ad AstraZeneca. Ciò non toglie che il rapporto rischi-benefici resti positivo e che in una situazione di scarsità si possa somministrare a tutti, anche se l’ideale sarebbe escludere le donne sotto i 55 anni". Genazzani, inoltre, non esclude la possibilità dello stesso effetto collaterale anche per il vaccino Johnson & Johnson, che sarà in grado di fornire un quadro più chiaro soltanto se verrà somministrato allo stesso numero di persone di AstraZeneca.
Sarà l’EMA a valutare le nuove possibili direttive del farmaco, osservando i dati pandemici e la disponibilità dei vaccini. Genazzani ha aggiunto che "per adesso non è il caso di fermarsi", vista la momentanea limitatezza dei vaccini e delle dosi disponibili in Italia.
"La buona notizia è che la produzione dei quattro vaccini approvati sta aumentando. Rifornire contemporaneamente tutti i Paesi in competizione tra loro non è semplice", ha concluso l'esperto.
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