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Cina rilascia un musical in risposta alle accuse di abusi sugli uiguri - Video

© Foto : © Screenshot: China SCIO / YouTubeImmagine del film promozionale cinese The Wings of Songs
Immagine del film promozionale cinese The Wings of Songs - Sputnik Italia, 1920, 05.04.2021
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Pechino tenta di sviare l'attenzione delle accuse di abusi e detenzione del popolo uiguro in "campi di rieducazione" con un musical ambientato proprio nella regione dello Xinjiang.
Seguendo molto lo stile del musical premio Oscar americano, "La La Land", la Cina ha lanciato un film che mostra la vita idilliaca della popolazione uigura nella regione dello Xinjiang, priva degli abusi e sorveglianza di massa che hanno provocato le numerose critiche al governo di Pechino, com ha riportato il quotidiano inglese The Guardian.
La narrativa del film è molto diversa dalle immagini di genocidio e abusi che hanno attirato l'attenzione dell'Occidente. Il film "Le ali della canzone" (歌声的翅膀 il titolo originale) è uno dei molti espedienti, assieme a canzoni rap e mostre fotografiche, di cui la Cina si sta avvalendo per cambiare l'immagine della regione dello Xinjiang, uno dei centri principali dell'industria tessile del paese che ha subito ingenti danni a seguito di grandi colossi, come la Nike, delle proprie attività dalla regione, seguendo la scia di accuse di "genocidio" che avvenivano nella regione a discapito della minoranza etnica musulmana degli uiguri.
Le accuse volte verso Pechino hanno scatenato la reazione del governo cinese, che non ha tardato a sanzionare diversi ufficiali europei, canadesi e statunitensi, negando ripetutamente ogni accusa di violenza sulla minoranza.
Il musical cinese è riuscito in parte a portare molti spettatori cinesi dalla parte del governo, e su internet non sono tardate le "testimonianze" di persone, spesso sui toni di "le persone sono felici, libere e aperte", negando le accuse di oppressione.
Le contro-accuse di Pechino arrivano anche sulla scia del movimento del governo che sostiene che il ritiro dei giganti del tessile dalla regione sia, in realtà, "una strategia dell'Occidente di boicottare l'industria tessile del paese".
A marzo il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha dichiarato che le accuse contro la Cina per il presunto genocidio della popolazione uigura nello Xinjiang sono "assolutamente ridicole e completamente contrarie ai fatti".
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