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Vaccini, Zaia: "Per fare iniezioni non serve una laurea". La replica dell'Ordine dei medici

© Foto : Ufficio Stampa Regione VenetoIl governatore Zaia testa il tampone rapido
Il governatore Zaia testa il tampone rapido - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2021
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Parlando della campagna vaccinale, il Presidente della Regione Veneto ha espresso la sua convinzione sull'ampio numero dei futuri vaccinatori data la facilità della pratica. La replica degli Ordini dei medici del Veneto non è tardata ad arrivare, tra sarcasmo e puntualizzazioni.
Dopo la chiamata 'alle armi' dei veterinari per fare i tamponi, un'altra uscita del Presidente della Regione Veneto sulla gestione dell'emergenza sanitaria suscita forti reazioni, stavolta meno ironiche.
“Stiamo dicendo da mesi che per fare iniezioni non serve una laurea. L’iniezione è un fatto meccanico, non dico che quando avremo i vaccini bisognerà andare dalla vicina a fare la puntura, ma quasi”, ha detto infatti durante l’ultima conferenza stampa sul Covid prima di Pasqua. 
I sette Ordini dei medici del Veneto non hanno tardato a replicare a tali parole che sono sembrate una delegittimazione professionale della categoria, scrivendo proprio all'esponente leghista
“In fondo è assolutamente vero, nonne mamme e zie ci hanno tutti punturato da bambini… E ci saranno badanti autentiche spadaccine a maneggiare le siringhe… E cosa dire dei tatuatori e degli agopuntori che lavorano con gli aghi per professione?”, recita la lettera con sarcasmo.
Nella lettera vengono anche indicate tutte le fasi che precedono la semplice puntura, che è solo la punta dell'iceberg di un processo più articolato. 
“Queste sono le regole della sanità, non le hanno scritte solo i medici ed hanno basi scientifiche e legali consolidate. Ci sono già 200 mila medici e migliaia di infermieri in Italia e nel Veneto a disposizione per eseguire correttamente tutte le procedure sopra elencate, ma questo per lei sembra un dato senza importanza”, continuano i medici.
Infine la conclusione perentoria: non mancano i vaccinatori ma i vaccini.
“Allo Stato, quello che manca per mettere in sicurezza la popolazione sono i vaccini ed una adeguata ed efficiente organizzazione, non certo i vaccinatori”, la conclusione.
Fino ad ora in Italia sono state somministrate 11.038.465 dosi di vaccino, mentre 3.435.262 persone hanno ricevuto entrambe le dosi, completando così la vaccinazione.
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