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Immagini satellitari potrebbero aver individuato nuova base missilistica in Iran

© Foto : The Ministry of Defence of the Islamic Republic of IranThe “Martyr Hajj Qassem” surface-to-surface ballistic missile
The “Martyr Hajj Qassem” surface-to-surface ballistic missile  - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2021
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Un rapporto raccoglie immagini satellitari riprese nel corso di diversi anni, che mostrano le attività di costruzione della struttura.
Le immagini satellitari di Capella Space rivelano strutture in cemento e quelle che sembrano essere ingressi di tunnel in quella che secondo la società israeliana Intel Lab potrebbe essere una nuova base di missili balistici.
Secondo Intel Lab, che si definisce una società di consulenza di intelligence, la costruzione del sito è iniziata intorno al 2005, con due tunnel scavati a 400 metri sottoterra.
La struttura si trova 28 chilometri a nord-ovest del centro di Isfahan, nell'Iran centrale.
Nel 2008-2009 sono comparsi pozzi di ventilazione sull'area e secondo stime approssimative sarebbero stati scavati 500mila metri cubi di terreno per i due tunnel e le strutture sotterranee, ha detto la società.
Si lavorava sulla cassaforma ad arco e la produzione di calcestruzzo tra il 2011 e il 2019, ma senza grandi scavi, mentre tra agosto 2019 e la fine dell'anno sono state sollevate piattaforme alte 10 metri all'ingresso di ogni galleria e rinforzate con barre di cemento.
L'Intel Lab ha tracciato parallelismi con la base missilistica Sangnam-ni in Corea del Nord, affermando che le due strutture hanno concezioni progettuali simili, con piattaforme all'ingresso del tunnel e piazzole.
Il mese scorso Fox News ha riferito di una struttura sotterranea per missili balistici nel sud-ovest dell'Iran a circa 805 chilometri dal Kuwait, mostrando le immagini satellitari ottenute.
Nel 2015 l'Iran ha firmato l'accordo nucleare con il sestetto di mediatori internazionali (Russia, Usa, Francia, Regno Unito, Cina e Germania), che contemplava un ridimensionamento del programma nucleare di Teheran in cambio della revoca delle sanzioni, ma nel 2018 l'allora presidente americano Donald Trump ha ritirato unilateralmente gli Stati Uniti dall'accordo, ripristinando le sanzioni contro la Repubblica Islamica e aggiungendo ulteriori misure afflittive per ostacolare la capacità di finanziamento dello Stato iraniano.
In risposta Teheran ha intrapreso diversi passi contro la denuclearizzazione e sostiene che dal momento che gli Stati Uniti hanno abbandonato l'accordo per primi, dovrebbero fare il primo passo per rinegoziare e rimuovere le sanzioni.
L'amministrazione Biden ha recentemente lanciato segnali sulla volontà di riprendere l'accordo, tuttavia non è disposta a rimuovere le sanzioni come condizione preliminare, come pretesto da Teheran.
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