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Governo spaccato sulla delega antidroga alla Dadone, il centrodestra insorge: "Faremo ostruzionismo"

© AFP 2021 / Filippo MonteforteFabiana Dadone, ministra alle Politiche giovanili
Fabiana Dadone, ministra alle Politiche giovanili - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2021
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Fa discutere l'assegnazione della delega alle politiche sulla droga alla ministra delle Politiche giovanili, da sempre su posizioni antiproibizioniste. Il centrodestra insorge e il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, avverte: “Sono pronto a qualsiasi iniziativa contro il governo".
L’assegnazione della delega per le politiche antidroga alla ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, rischia di spaccare la maggioranza del neonato governo Draghi.
A protestare per prima è stata la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che parla di nomina divisiva. Il punto è che la ministra grillina, in linea con buona parte del suo partito, è schierata su posizioni antiproibizioniste.   

La protesta di Fratelli d'Italia

“È grave e deludente che per un compito così delicato come la lotta alle dipendenze sia stato scelto un esponente politico firmatario di proposte per legalizzare la cannabis”, ha attaccato ieri la Meloni, citata dal Corriere della Sera. Sarebbe stato meglio assegnare la delega ad una "persona che non si fosse esposta in maniera così chiara su questo tema”, ha rilanciato oggi la leader di FdI in un’intervista pubblicata oggi su La Stampa.
“Almeno mettici una figura più neutrale, non un paladino delle droghe leggere e questo anche per il bene del governo: in questa fase Draghi dovrebbe evitare i temi sensibili e divisivi", è l’appello al presidente del Consiglio. “Su questi temi serve un mandato popolare", insiste.

La maggioranza si spacca

La pensano così anche all’interno della stessa maggioranza. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, è sul piede di guerra: “È ovvio che nessuna delega può essere interpretata come apertura a legalizzazioni di alcun tipo”. “Sono pronto a qualsiasi iniziativa contro il governo, se ci fossero cedimenti su questo versante. Draghi se lo metta bene in testa”, avverte, citato dall’agenzia Dire.
“Forza Italia – insiste Gasparri - non può condividere nessuna scelta azzardata. Sulle droghe servono politiche di contrasto, di prevenzione e di recupero, non certo politiche di apertura o di resa”.
Al contrario, mette in guardia il senatore “si passerebbe non all’uscita dal governo ma all’ostruzionismo totale su qualsiasi materia a un governo di questo tipo”. Insomma, ribadisce, il premier dovrebbe occuparsi di “vaccini e risarcimenti”.
A dare man forte a Gasparri c’è il capogruppo alla Camera, Roberto Occhiuto, che, sempre secondo quanto riporta il Corriere della Sera, ha chiesto alla ministra di esprimersi in maniera “tempestiva e inequivocabile sulle linee guida che intende portare avanti”. Critica sulla scelta anche Licia Ronzulli, delegata del partito ai rapporti con gli alleati, che accusa il M5S di avere “posizioni divisive” sulla questione.
Interviene solo dopo la Lega, pronta però ad affermare a sua volta la propria posizione contro la droga. “Nessun regalo agli spacciatori”, scrive Matteo Salvini in una nota, e i capigruppo Molinari e Romeo sottolineano come le priorità del governo Draghi siano altre.

Il M5S difende la ministra

La diretta interessata per ora preferisce non pronunciarsi, ma dal Movimento 5 Stelle parlano di “attacchi imbarazzanti e fuori luogo”. “Si diano pace ed evitino di confondere in continuazione le azioni di prevenzione con la gestione del complesso fenomeno delle droghe: la loro strumentalizzazione su questo tema è patetica e antistorica”, scrive su Facebook la deputata grillina Elisa Tripodi.

La proposta di legge per la coltivazione della cannabis

Mario Perantoni, deputato dello stesso partito e presidente della commissione Giustizia della Camera, sentito da Repubblica, denuncia una “gara a chi è più oscurantista”. “La Corte di Cassazione – chiarisce - ha già stabilito i limiti entro i quali è consentita la coltivazione della cannabis per uso personale”.
“Presto – annuncia - calendarizzerò la proposta di legge per inserire quei principi nel nostro ordinamento, anche per sostenere il diritto dei malati a curarsi con la cannabis".
Ma la partita si preannuncia lunga e difficile con Gasparri che annuncia: “A Palazzo Madama una legge del genere non passerà mai”. “Chi scherza su questi temi – avverte - vuol mandare il governo a casa''.
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