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Covid, in Giappone arriva la super variante che resiste al vaccino

© Sputnik . Ministero Difesa russo / Vai alla galleria fotograficaUn medico italiano nell'ospedale da campo di Bergamo, 2020
Un medico italiano nell'ospedale da campo di Bergamo, 2020 - Sputnik Italia, 1920, 04.04.2021
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Si chiama "Eek" ed è stata riscontrata nel 70 per cento dei pazienti ricoverati per Covid in un ospedale di Tokyo. Per gli esperti riuscirebbe a sfuggire agli anticorpi generati da una precedente infezione e ai vaccini.
Non solo le varianti britannica, brasiliana, sudafricana, nigeriana. Ora a preoccupare gli scienziati c’è una nuova mutazione del virus.
Si chiama E484k, ribattezzata “Eek” da alcuni immunologi, e sembrerebbe sfuggire agli anticorpi generati da una precedente infezione con il Covid e anche dai vaccini sviluppati finora.
L’allarme è scattato a Tokyo, dove il mese scorso, come riferisce l’agenzia Reuters, si è diffusa nel 70 per cento dei pazienti positivi al virus ricoverati in uno degli ospedali della capitale giapponese, il Tokyo Medical and Dental University Medical Hospital.
Finora nessuna delle persone affette dalla variante “Eek” ha oltrepassato le frontiere del Giappone o avuto contatti con amici, parenti o colleghi residenti all’estero.
Ma la diffusione della mutazione che apparentemente riesce ad eludere la protezione del vaccino impensierisce gli esperti del Paese del Sol Levante. Anche perché il 23 luglio prossimo si apriranno le Olimpiadi, già rinviate di un anno proprio per lo scoppio della pandemia.
Sempre secondo la stessa agenzia di stampa, che cita i media locali, infatti, la curva dei contagi starebbe risalendo, con 446 nuovi casi a Tokyo e 666 a Osaka. Sono numeri, tuttavia, molto lontani da quelli di gennaio, quando si contavano oltre 2,5 mila casi.
La diffusione di nuove varianti, secondo gli scienziati interpellati dalla Reuters, mostra come il virus sia in continua evoluzione, anche se è possibile che “abbia un numero relativamente limitato di mutazioni di fuga anticorpale”. Il che faciliterebbe il compito delle case farmaceutiche che stanno mettendo a punto i vaccini.
Gli addetti ai lavori, insomma, rimangono cauti ma a prevalere è l’ottimismo. Novavax, ad esempio, sarebbe riuscita ad adattare il proprio vaccino alla variante sudafricana, che sembrava rendere i rimedi anti-Covid meno efficaci.
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