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Segnalato convoglio Usa con attrezzature militari verso base militare in Siria

© AFP 2021 / SAFIN HAMEDA US military vehicle, part of a convoy, arrives near the Iraqi Kurdish town of Bardarash in the Dohuk governorate after withdrawing from northern Syria on October 21, 2019
A US military vehicle, part of a convoy, arrives near the Iraqi Kurdish town of Bardarash in the Dohuk governorate after withdrawing from northern Syria on October 21, 2019 - Sputnik Italia, 1920, 03.04.2021
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Le forze americane organizzano abitualmente convogli militari dall'Iraq verso le loro basi in Siria, dove le truppe statunitensi sono dislocate illegalmente da anni, nonostante le proteste di Damasco ed altri membri della comunità internazionale.
Un nuovo convoglio statunitense, carico con munizioni ed equipaggiamenti militari, è stato avvistato il 2 aprile in direzione di una base militare americana all'interno del giacimento petrolifero di Kuniko nella provincia siriana di Deir Ez-Zor, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa locale Sana con riferimento a fonti anonime. Non è chiaro se il convoglio sia arrivato dall'Iraq, come di solito succede quando si parla di convogli americani in Siria.
La notizia dell'ennesimo convoglio militare americano va inquadrata nel contesto della presenza illegale delle truppe statunitensi sul suolo siriano, in quanto gli Usa non hanno né il mandato Onu né l'autorizzazione di Damasco. I militari americani sono essenzialmente schierati nelle zone ricche di petrolio, attualmente sotto il controllo delle milizie curde alleate di Washington.
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La Casa Bianca ribadisce che le sue truppe resteranno nel Paese, nonostante le veementi proteste di Damasco, per proteggere i giacimenti petroliferi da eventuali attacchi dei terroristi per riconquistarli. Il governo siriano a sua volta insiste sul fatto che gli Stati Uniti depredano le risorse naturali del Paese. Secondo il ministro siriano del Petrolio e delle Risorse Minerarie Bassam Tomeh, le forze di Washington controllano il 90% della capacità di produzione di petrolio del paese e entro la metà di marzo 2021 le loro azioni hanno provocato danni per 92 miliardi di dollari al settore petrolifero nazionale.
"Gli americani ed i loro alleati stanno prendendo di mira la ricchezza petrolifera siriana come i pirati fanno con le petroliere", ha detto Tomeh in un'intervista dello scorso 18 marzo.
Gli Stati Uniti non smentiscono la compravendita del petrolio siriano, tuttavia sostengono che i profitti vanno nelle tasche dei siriani, ovvero la milizia curda che controlla le parti orientali del Paese ricche di petrolio. Questa spiegazione non ha soddisfatto né Damasco né altri paesi stranieri, che condannano le azioni di Washington in Siria, in particolare la Russia.
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