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Quando finirà l'egemonia del dollaro?

© Foto : Pixabay CC0Dollaro bruciato
Dollaro bruciato - Sputnik Italia, 1920, 03.04.2021
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La fiducia nel dollaro come valuta di riserva è diminuita in tutto il mondo. La sua quota è scesa al livello più basso degli ultimi 25 anni. Gli analisti ritengono che ci siano ragioni sia economiche che geopolitiche per questo e provano a prevedere quando finirà l'egemonia del dollaro.
La quota del dollaro nelle riserve mondiali di valuta estera è scesa al 59,02% nel quarto trimestre del 2020. È il livello più basso dal 1995. Sempre meno paesi si fidano della valuta statunitense.
La Russia ha da tempo tagliato le sue riserve in dollari per ragioni geopolitiche e cioè per ridurre la sua vulnerabilità al potenziale blocco dei conti in dollari. Mentre la Cina ha ancora un margine considerevole per ridurre i dollari nelle sue riserve, ha osservato Alexandr Kuptsikévich, analista di FxPro, consultato dal quotidiano russo Vzgliad.
"Con l'arrivo di Biden alla Casa Bianca, i rapporti tra Washington e Pechino non sono migliorati, quindi se la riduzione delle riserve in dollari è stata una decisione politica, continueranno a diminuire", ha previsto.
Il rendimento dei titoli statunitensi negli ultimi 20 anni è sceso dal 5-6%, all'1-2% di oggi. Sempre meno governi sono disposti a prestare denaro agli Stati Uniti con rendimenti così bassi, ha affermato Gennadi Salich, presidente del consiglio di amministrazione della Freedom Finance Bank.
Allo stesso tempo, l'elenco delle valute di riserva è stato ampliato. Solo negli ultimi dieci anni sono stati inclusi i dollari canadesi e australiani, oltre allo yuan. Washington ha un po’ provato ad impedire che la valuta cinese diventasse una valuta di riserva perché ha avvertito la concorrenza, ha fatto notare l'articolo di giornale. Inoltre, lo yen e la sterlina inglese stanno aumentando la loro partecipazione alle riserve dei paesi.
"Ciascuna di queste valute separatamente non influisce molto sulle posizioni in dollari, ma insieme sono state in grado di ridurre la quota della valuta statunitense delle riserve mondiali di quasi il 14% in 20 anni. È una strategia normale verso la diversificazione. Le banche centrali non vogliono dipendere esclusivamente dal dollaro e dal mercato obbligazionario statunitense", ha affermato Salich.
La moneta europea, a sua volta, ha beneficiato della situazione attuale. La quota dell'euro nelle riserve valutarie ha superato il 20% e ha iniziato a crescere nel 2020.
Ma bisogna capire che l'egemonia del dollaro non può essere sconfitta rapidamente. È una guerra di lunga durata, avvertono gli analisti.
"Con l'attuale tasso di riduzione della quota di riserve del dollaro – meno 10 punti percentuali in 18 anni – questa scenderà al di sotto del 50% entro la fine del 2030. Ma questo processo potrebbe accelerare. La quota del dollaro potrebbe scendere al di sotto della metà ben prima del 2030", ha ammesso Kuptsikévich.
Un altro esperto prevede che la quota della valuta statunitense nelle riserve non raggiungerà il 40% prima del 2050, tenendo conto degli attuali tassi di de-dollarizzazione. Allo stesso tempo l'euro aumenterà la sua quota, ma probabilmente rimarrà al secondo posto con una quota compresa tra il 30 e il 40%.
"La quota dello yuan non supererà il 10% nel corso della nostra vita. Nella migliore delle ipotesi, sarà la terza o la quarta in peso tra le valute di riserva", ha concluso Salich.
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