Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Ecco perché Salvini va da Orban. Parola al politologo Scalea (Centro Studi Machiavelli)

© REUTERS / Massimo PincaViktor Orban e Matteo Salvini
Viktor Orban e Matteo Salvini - Sputnik Italia, 1920, 01.04.2021
Seguici su
Il leader della Lega Matteo Salvini sarà a Budapest giovedì 1° aprile per un incontro multilaterale con il primo ministro dell’Ungheria Viktor Orbán e il primo ministro della Polonia Mateusz Morawiecki.
L'incontro si terrà dieci giorni dopo che Orban aveva annunciato la sua intenzione di lavorare insieme con partiti del suo stesso orientamento in Italia e Polonia per riorganizzare la destra europea
“Sarò a Budapest giovedì per un trilaterale con i primi ministri di Ungheria e Polonia, che ringrazio, per ragionare non di gruppi politici, ma di un'idea di Europa vicina allo spirito dei padri fondatori e ai valori fondanti del nostro continente”, - lo scrive su Twitter il leader del Carroccio.
​Quali frutti potrà portare questa missione? Salvini avrebbe l'ambizione di diventare il leader del nuovo gruppo? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Daniele Scalea, il co-fondatore e presidente del think-thank Centro Studi politici e strategici Machiavelli.
© Foto : fornita da Daniele ScaleaDaniele Scalea
Daniele Scalea - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2021
Daniele Scalea
— Daniele, quali sono le tue aspettative per il primo vertice tra Salvini, Orban e Morawieski? Come cambierà la geografia del potere della UE con la nascita della nuova alleanza per le destre europee? 
— Mi attendo un clima di grande cordialità e spirito di collaborazione tra tre leader accomunati da una visione d'Europa ancorata alle proprie tradizioni e vicina ai popoli che la compongono. È necessario superare la frammentazione delle Destre europee per poter competere con la Sinistra socialista e il Centro popolare. Anche, non da ultimo, per frenare la deriva verso sinistra da parte del PPE, sviato dalla linea di Angela Merkel. Orban può fungere da federatore delle Destre europee.
— Perché l'incontro si fa adesso e con quale scopo? Alcuni analisti notano che ci sono due ragioni principali: Orbàn vorrebbe recuperare protagonismo dopo l'uscita dal Ppe e Salvini si inserisce perché ha in mente di poter realizzare un percorso che blocchi il tentativo di Giorgetti di traghettare la Lega nel Ppe. E tu cosa ne pensi?
Viktor Orban  - Sputnik Italia, 1920, 19.03.2021
Ora Orban vuole rifondare la destra europea: "Al lavoro con Salvini, Meloni e il Pis polacco"
— Indubbiamente Orban ha bisogno di trovare una nuova collocazione europea: nessun capo di governo nell'Ue può rimanere isolato dentro l'Europarlamento, oltre che nei vertici intergovernativi. Orban ha cercato strenuamente di rimanere nel PPE proprio perché conscio dell'importanza di solidi ancoraggi, ma la situazione era ormai resa impossibile dall'antagonismo dell'ala sinistra. Salvini ha il medesimo problema: ha un gruppo costruito attorno a sé, Identità e Democrazia, ma quest'ultimo è boicottato dagli altri gruppi che lo considerano un “pariah” per la presenza prima di tutto del AfD, che è un partito legale ma contro cui gli apparati statali tedeschi sono in aperto conflitto. Orban e Salvini hanno dunque il comune interesse a costruire a destra del PPE un soggetto abbastanza influente da non poter essere isolato.
Non vedrei invece un antagonismo tra Salvini e Giorgetti: certo possono avere vedute differenti su alcuni aspetti, ma i due si sono sempre mossi di concerto. Inoltre in questa fase Giorgetti è assorbito dal suo ministero economico nel Governo Draghi, e quindi è meno operativo nella gestione dei rapporti internazionali della Lega.
— Ultimamente Salvini viene spesso “accusato” di essere troppo europeista. La Lega di oggi ha cambiato posizione sull'Europa e si è affrancata dal “sovranismo”, o no?
​— Indubbiamente nel corso della propria esistenza Salvini ha cambiato idee (come succede a molti) e senz'altro egli è pragmatico (come tutti i buoni politici): ciò lo espone all'accusa di incoerenza e trasformismo da parte dei suoi detrattori. Io credo però che lui si sia genuinamente assestato su posizioni patriottiche e sovraniste, pur avendo capito la necessità di portarle avanti con pragmatismo ora che guida il primo partito italiano.
Il premier Mario Draghi - Sputnik Italia, 1920, 31.03.2021
Il governo dà il via libera al nuovo Decreto. Lo scontro tra Salvini e Speranza sulle riaperture
È ovvio che un partito al 4% possa avere una coerenza ideologica e d'azione maggiore di uno che sta sopra al 20% e poco più di un anno fa sfiorava il 40% nei sondaggi: i grandi partiti devono essere più inclusivi (lo "spirito maggioritario" di cui spesso si parla) e soprattutto portare a casa qualche risultato. Salvini c'è riuscito alleandosi col M5S, pur dovendo sacrificare una parte del programma, e gli elettori lo premiarono; oggi vuole riprovarci nel governo di "unità nazionale" guidato da Draghi.
Penso che la posizione della Lega rimanga euro-critica (l'UE va riformata profondamente in senso più rispettoso degli Stati nazionali), ma pure che in questa particolare fase, di pandemia e lockdown, ci siano altre priorità più pressanti: in primis evitare l'economicidio di piccoli imprenditori e lavoratori autonomi con le scellerate politiche di chiusura a oltranza.
— Prima del vertice Salvini ha promesso che durante il trilaterale verrà elaborata “una carta dei valori dell'Europa che verrà". A tuo avviso, su quali pilastri si baserà e con chi sarà disposto a collaborare il nuovo gruppo? 
 Hungarian Prime Minister Viktor Orban during press conference in the Parliament building in Budapest - Sputnik Italia, 1920, 25.02.2021
Orban alla Meloni: "Continuiamo a collaborare sulla base dei valori cristiani e conservatori"
— Prevedo che si chiederà una UE che rispetti il principio (presente nei trattati) di sussidiarietà, ossia che sia meno invasiva e lasci spazio all'autonomia degli Stati nazionali; e che si rimarchi l'ancoraggio dell'Europa alla propria storia, alle sue tradizioni e all'individualità dei popoli che la compongono. I cosiddetti "europeisti" in realtà non tutelano l'Europa, la considerano uno spazio vergine in cui condurre esperimenti di ingegneria sociale condotti da una burocrazia onnipotente. Ecco il perché del continuo avanzamento di ideologie "progressiste", come quella gender/LGBT o "antirazzista" (in realtà razzista contro gli autoctoni); ecco soprattutto il perché della continua sponsorizzazione di flussi immigratori di massa e d'una società multiculturale.
Sicuramente la Destra europea proporrà una revisione delle politiche migratorie, che superi la logica di Dublino (a chi toccano gli immigrati, se li tiene) ma nemmeno vada verso la redistribuzione coatta (sparpagliamoli per poterne fare entrare sempre di più): l'impostazione corretta è quella di difendere i confini esterni dell'UE, che sono confini comuni, per tutelare la stabilità delle società europee.
— Secondo te, verrà toccato anche il tema dei vaccini, visto che l'Ungheria è stato il primo Paese europeo ad autorizzare l’uso dello Sputnik V su cui punta oggi anche la Lega?
— Penso sarebbe giusto valutare l'acquisizione di vaccini privilegiando l'interesse sanitario rispetto a quello geopolitico: usare lo Sputnik V, se efficace come sembrano confermare i dati scientifici, non significa "sottomettersi alla Russia" più di quanto ricorrere a Pfizer, Moderna e AstraZeneca sia inginocchiarsi a Usa e Gran Bretagna. Certo sarebbe stato meglio se in UE si fosse riuscito a produrre vaccini in proprio, ma nel momento in cui così non è stato occorre approviggionarsi ovunque convenga per soddisfare i propri bisogni. Certo però la Polonia potrebbe essere meno aperta sul tema Spunik V, per il ben noto e ancora irrisolto antagonismo con Mosca.  
— Matteo Salvini, chiamato dallo stesso Orban “l’eroe che ha fermato le migrazioni dal mare”, avrebbe l'ambizione di diventare il leader del nuovo gruppo nel parlamento europeo? 
— Se c'è una cosa che Salvini ha dimostrato nella sua carriera, è tenere poco all'onore delle poltrone e molto ai risultati da conseguire. Ritengo che non vivrebbe come un ridimensionamento avere come leader di un nuovo raggruppamento europeo un altro statista, soprattutto se fosse qualcuno della caratura di Orban. L'importante è che il gruppo funzioni e consegua i risultati che si prefigge.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала