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Putin a colloquio con Merkel e Macron: "Disponibili a ripristinare relazioni con l'Ue"

© Sputnik . Aleksey Nikolsky / Vai alla galleria fotograficaIl presidente russo Vladimir Putin al telefono
Il presidente russo Vladimir Putin al telefono - Sputnik Italia, 1920, 31.03.2021
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Le parti hanno sottolineato che i colloqui tra i tre leader si sono svolti in un'atmosfera schietta e professionale.

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto al cancelliere tedesco Angela Merkel e al presidente francese Emmanuel Macron che la Russia è pronta a ripristinare le normali relazioni con l'Ue, qualora dovesse manifestarsi un reale interesse verso tale eventualità da parte di Bruxelles.

A riferirlo, con un comunicato ufficiale, è la presidenza della Federazione Russa, sottolineando che è stato concordato di continuare a lavorare sull'intera agenda attuale.

"È stato discusso lo stato delle cose nelle relazioni tra Russia e Unione europea. La parte russa ha ribadito la sua disponibilità a ripristinare la normale interazione depoliticizzata con l'UE, se c'è un interesse reciproco in questo", si afferma nella nota del Cremlino.
© Sputnik . Mikhail Klimentyev / Vai alla galleria fotograficaVladimir Putin, Emmanuel Macron e Angela Merkel
Putin a colloquio con Merkel e Macron: Disponibili a ripristinare relazioni con l'Ue - Sputnik Italia, 1920, 31.03.2021
Vladimir Putin, Emmanuel Macron e Angela Merkel

Libia, Siria e Iran

I leader hanno inoltre sottolineato l'importanza del rispetto del cessate il fuoco in Libia, definito un passo fondamentale per la formazione di un unico governo di transizione in Libia, ha affermato il Cremlino.

Le parti hanno poi rilevato che la situazione in Siria ha continuato a stabilizzarsi e che le questioni relative alla fornitura di assistenza umanitaria al popolo siriano restano sempre sensibili.

Mosca ha recentemente affermato che la mancanza di volontà politica di risolvere frontalmente la crisi siriana sta ostacolando gli sforzi per riportare i rifugiati siriani nelle loro case. L'esercito russo ha anche affermato che i militanti che operano in Siria hanno impedito ai civili di uscire dai corridoi umanitari e che gli aiuti umanitari non raggiungono la popolazione

Secondo il Cremlino, i leader si sono anche espressi a favore della conservazione e attuazione del Piano d'azione globale congiunto (PACG) relativo al programma nucleare iraniano.

La nuova amministrazione statunitense ha promesso di rilanciare l'accordo del 2015 ma non è riuscita ancora a compiere il primo passo verso la conciliazione.

L'Iran ha insistito sul fatto che, poiché è stata Washington  ad abbandonare l'accordo sotto l'amministrazione Trump nel 2018, gli Stati Uniti dovrebbero revocare le sanzioni contro la Repubblica islamica. Teheran ha anche rifiutato qualsiasi tentativo di rinegoziare l'accordo originale.

Bandiere dell'UE e della Russia. - Sputnik Italia, 1920, 02.03.2021
Caso Navalny, Ue colpisce la Russia con sanzioni individuali

Le tensioni tra Ue e Russia

Le relazioni tra Mosca e l'UE sono diventate tese dopo che quest'ultima aveva sanzionato il procuratore generale russo Igor Krasnov, il capo del comitato investigativo Alexander Bastrykin, il capo del servizio penitenziario federale Alexander Kalashnikov e il capo della Guardia nazionale Viktor Zolotov per la condanna inflitta al blogger russo Alexey Navalny.

Con una mossa coordinata, ore dopo, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a sette alti funzionari russi.

Navalny è tornato a Mosca dalla Germania a gennaio dopo il trattamento per presunto avvelenamento ed è stato arrestato all'arrivo all'aeroporto internazionale di Sheremetyevo. Poco dopo, un tribunale di Mosca ha revocato la sospensione della pena di Navalny nel caso di frode di Yves Rocher del 2014 per molteplici violazioni della libertà vigilata e l'ha sostituita con una pena detentiva di 3,5 anni.

Ancor prima che le sanzioni fossero ufficialmente svelate, il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che le relazioni con l'Ue si trovavano ad un punto molto basso. Durante la sua visita a Mosca all'inizio di febbraio l'alto rappresentante europeo per gli affari esteri Josep Borrell, a sua volta, ha dichiarato che le relazioni bilaterali tra Mosca e Bruxelles si trovano "ad un punto morto" .

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