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Pasqua con la tradizione, per Coldiretti 4 italiani su 10 non rinunciano all'agnello

CC0 / Free-Photos / Gregge di pecore selvaggio
Gregge di pecore selvaggio - Sputnik Italia, 1920, 31.03.2021
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Nonostante la pandemia, gli italiani non rinunciano alle tradizioni e a celebrare il pranzo di Pasqua con l'agnello: il piatto tipico sarà la portata principale sulla tavola di 4 italiani su 10, pari al 41% della popolazione.

Lo rivela un'indagine Ixè per Coldiretti in occasione dell'avvicinarsi della ricorrenza durante la quale si consuma la maggior parte dei circa 1,5 chili di carne di agnello mangiati a testa dagli italiani durante tutto l’anno. 

Una vera e propria boccata d'ossigeno per un settore, quello della pastorizia duramente colpito dall'emergenza sanitaria.

Le limitazioni alle attività di ristoranti e agriturismi hanno privato i pastori di uno sbocco importante con effetti devastanti sulla sopravvivenza del settore e dell'occupazioni. 

E' "a rischio una presenza antica della tradizione gastronomica italiana come dimostrano i piatti della transumanza tramandati da secoli: dall’abruzzese agnello cacio e ova al molisano agnello sotto il coppo fino all’abbacchio alla scottadito del Lazio", scrive Coldiretti. 
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaUn piatto di carne di agnello
Pasqua con la tradizione, per Coldiretti 4 italiani su 10 non rinunciano all'agnello - Sputnik Italia, 1920, 31.03.2021
Un piatto di carne di agnello

Attenzione ai tarocchi

Coldiretti mette in guardia dalle carni di animali proveniente dall'estero, "dopo lunghi viaggi, spesso ammassati e senza acqua e senza il minimo rispetto del benessere animale".

L'associazione dei coltivatori consiglia di portare a tavola al giusto presso la carne di agnello a denominazione di origine, garantita da marchi di provenienza territoriale come l’Igp, o in alternativa di rivolgersi direttamente ai pastori.

Il pericolo è infatti quello di mettere nel piatto carne spacciata per italiana ma che non rispetta gli stessi standard qualitativi di quella nazionale.

“Senza un deciso impegno dell’intera filiera agroalimentare nazionale per la prossima Pasqua la pastorizia italiana rischia di scomparire con l’abbandono di migliaia di famiglie che hanno fatto dell’allevamento il centro della loro vita” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in una lettere inviata alle principali catene della Gdo. 

L'iniziativa è intesa a sostenere il consumo di carne italiana in occasione delle festività pasquali, garantendo una adeguata remunerazione dei prodotti agricoli e privilegiando nella distribuzione il Made in Italy a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio come sostenuto dalla campagna di Coldiretti #mangiaitaliano.

“Gli animali custoditi negli allevamenti italiani rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto – si legge nella missiva– anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze italiane, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni.

L'antico mestiere della pastorizia garantisce la salvaguardia di ben 38 razze a vantaggio della biodiversità permettendo l'allevamento di 6,2 milioni di pecore da nord a sud della Penisola anche attraverso metodi tradizionali come la transumanza proclamata patrimonio culturale immateriale dell’umanità l’11 dicembre 2019.

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