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‘Ndrangheta, fermato il latitante Marc Feren Claude Biart: pubblicava video di cucina su YouTube

cucina - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2021
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Biart è stato tradito dalla sua passione per la cucina e i tatuaggi, che hanno permesso di indivudarlo in delle sequenze filmate caricate sul canale YouTube sul quale condivideva ricette della cucina italiana.

E’ arrivato alle 10.20 di oggi all’aeroporto di Milano Malpensa da Santo Domingo, scortato dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante di ‘ndrangheta Marc Feren Claude Biart, nato a Roma nel 1967, che è stato arrestato appena toccato il suolo italiano.

Lo riferisce quest'oggi il Corriere della Calabria, precisando che il fermo è avvenuto nell'ambito del progetto 'I - CAN' (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), promosso dalla Direzione centrale della polizia criminale, guidata dal prefetto Vittorio Rizzi, insieme ad Interpol, che è la più grande agenzia di cooperazione multilaterale di polizia a cui aderiscono 194 Paesi del mondo.

Biart era stato fermato lo scorso mercoledì, 24 marzo, nella città di Boca Chica, nella Repubblica Dominicana, dove si trovava per l'appunto in latitanza.

Su di lui gravava un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nel 2014 dal GIP del tribunale di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione 'Mauser' per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti in favore del clan Cacciola di Rosarno.

Tradito dalla cucina e dai tatuaggi

Nella Repubblica Dominicana Biart aveva cambiato completamente vita: conosciuto come Marc, era molto attento riguardo alle proprie frequentazioni, anche e soprattutto in ragione di una folta comunità italiana presente nella località turistica. era conosciuto solamente come Marc.

Ad incastrarlo, però, la sua vocazione per la cucina e, soprattutto, per i tatuaggi. Alcuni anni fa a Boca Chica, Biart aveva infatti creato un canale YouTube dedito alla condivisione di video ricette sulla cucina italiana.

Nelle sequenze filmate, però, era presente anche un uomo, il latitante Biart appunto, che non era stato mai ripreso in volto.

Gli inquirenti, che si sono visti segnalare i video, hanno potuto accertare l'identità del sospettato grazie ad un'attenta analisi dei tatuaggi presenti sul suo corpo, dando così il via all'operazione per la cattura, avvenuta poi effettivamente a fine marzo.

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