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La Slovenia chiude i valichi con l’Italia, Rizzetto (Fdi): “Di Maio intervenga immediatamente”

© AFP 2021 / Jure MakovecSlovenia
Slovenia - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2021
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Dal 29 marzo in vigore le nuove regole imposte da Lubiana, tutta la Penisola è inserita nella “lista rossa”, ma ci sono le esenzioni.

È polemica sulla decisione della Slovenia di chiudere alcuni valichi con l’Italia in Friuli Venezia Giulia. A lanciare il caso è stato il deputato di Fratelli d’Italia Walter Rizzetto, che, annunciando un’interrogazione parlamentare, ha chiesto l’intervento “immediato del ministro degli Esteri” Luigi Di Maio per il divieto di accesso imposto agli italiani.

La Slovenia dal 29 marzo ha inserito tutta Italia nella sua lista rossa, come spiega il sito del governo sloveno.

“Sulla lista rossa ci sono tutte le unità amministrative dell’Italia, ad eccezione dell’unità amministrativa di Sardegna. Per la persona proveniente dall’Italia (ad eccezione della Sardegna) viene disposta una quarantena di dieci giorni a causa di un eventuale contagio con il virus SARS-CoV-2”.

La protesta di Rizzetto

Il deputato di Fdi non ci sta: "Il governo sloveno continua a sbarrare i valichi con il Friuli Venezia Giulia, per impedire l'accesso nel proprio territorio agli italiani, creando gravi disagi ai lavoratori che operano oltre i confini”.

Secondo Rizzetto “sono stati installati nuovi sbarramenti a Muggia nelle frazioni di Lazzaretto, Santa Barbara, Cerei, Chiampore oltre che in provincia di Udine a Taipana”.

Per questo motivo ha chiesto “al ministro Di Maio di intervenire immediatamente".

Per il deputato di Fratelli d’Italia non si può “ continuare a restare inermi di fronte agli abusi della Slovenia che ha deciso di vietare il transito in vista del lockdown che sarà attivato sul territorio dal 1 aprile”.

Il deputato conclude con un’accusa: “Inconcepibile il comportamento che in questa emergenza sanitaria sta portando avanti un Paese dell'Unione europea nei nostri confronti e nel silenzio di ogni Istituzione".

I rebus della comunicazione

Rizzetto nella sua nota parla di mancata informazione preventiva da parte di Lubiana. Ma sul sito Viaggiare sicuri del ministero degli Esteri italiano risulta in un aggiornamento postato il 26 marzo che annuncia come dal 29 dello stesso mese sarebbero stati in vigore i nuovi metodi di controllo.

La Slovenia, recita il sito italiano, “ha adottato un sistema di classificazione dei paesi inserendo nella lista rossa i Paesi, tra cui l’Italia, considerati ad alto rischio di contagio”.

In base a questa classificazione chi proviene da una regione della lista “deve osservare una quarantena di 10 giorni all'ingresso in Slovenia” oppure presentare “il referto negativo di un test PCR, effettuato in uno dei laboratori riconosciuti dal governo sloveno” e non oltre 48 ore prima dell’ingresso o avere un attestato di vaccinazione contro il COVID-19.

Questa ultima fattispecie è elencata sul sito dell'esecutivo sloveno: l'attestato deve dimostrare "che sono trascorsi almeno sette giorni dal ricevimento della seconda dose di vaccino del produttore Biontech/Pfizer o almeno 14 giorni del produttore Moderna, ovvero almeno 21 giorni dal ricevimento della prima dose del vaccino del produttore AstraZeneca”.

Esistono delle altre eccezioni al superamento dei confini, che coinvolgono anche i lavoratori frontalieri, che possono attraversare il confine senza sottoporsi a test.

Eccezione anche per gli studenti transfrontalieri sotto i 13 anni e i proprietari o affittuari di terreni agricoli da una parte e dall’altra del confine di stato.

I valichi

Nella stessa decisione del governo sloveno è stata decisa l’istituzione di “punti di controllo” ai valichi di frontiera stradali e ferroviari al confine con Italia, Austria e Ungheria.

Si tratta di “checkpoints” di categoria A aperti a tutti e “checkpoints” di categoria B riservati alle persone che rientrano nelle esenzioni alla quarantena e di test.  

Al confine con l'Italia, secondo il sito del governo sloveno e di Viaggiare sicuri, ci sono tre punti di controllo di Categoria A (Sant'Andrea / Vrtojba, Fernetti / Fernetiči e Rabuiese / Škofije) e sei punti di controllo di Categoria B in sei zone: 

  • Krvavi potok - Pesse / (dalle 5.00 alle 23.00), 
  • Robič – Stupizza (dalle 5.00 alle 23.00, chiuso domenica e giorni festivi), 
  • Redel - Predil (dalle 6.oo alle 9.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (chiuso domenica e giorni festivi),
  • Nova Gorica (Erjavčeva ulica) – Gorizia (via San Gabriele) (dalle 6.00 alle 21.00),
  • Neblo – Valico di Venco (dalle 7.00 alle 9.00 e dalle 16.00 alle 19.00) 
  • Rateče (dalle 6.00 alle 21.00).

Secondo il governo sloveno, i cittadini italiani, sloveni, austriaci e ungheresi nonché i cittadini di Paesi UE/Schengen residenti in un comune o provincia di confine possono fare ingresso in Slovenia attraverso qualsiasi punto di controllo purché abbiano i requisiti per l’ingresso.

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