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Dati covid falsificati in Sicilia, Codacons denuncia la regione per concorso in epidemia colposa

© Sputnik . Aleksandr Vilf / Vai alla galleria fotograficaPalermo
Palermo - Sputnik Italia, 1920, 30.03.2021
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Già lo scorso giugno l'associazione dei consumatori aveva presentato un esposto alla magistratura siciliana per segnalare presunte anomalie nella curva dei contagi e nel conteggio dei positivi.

Codacons ha presentato un esposto alla procura di Trapani per denunciare la regione di concorso in epidemia colposa. L'associazione dei consumatori si costituisce parte offesa nell'indagine sulla falsificazione dei dati sul numero di positivi in Sicilia, che ha travolto i vertici della sanità regionale, spingendo l'assessore Ruggero Razza alle dimissioni. 

"Chiediamo oggi alla procura di estendere le indagini e procedere per la possibile fattispecie di concorso in epidemia colposa perché, se confermate le accuse, l’alterazione dei dati sui contagi volta ad evitare la zona rossa in Sicilia avrebbe messo a repentaglio la salute di una moltitudine di soggetti, maggiormente esposti al rischio Covid in assenza di misure più restrittive", scrive Codacons in una nota.

L'associazione dei consumatori si dice intenzionata a percorrere la strada "per una mega class-action contro la Regione da parte di tutti i cittadini siciliani danneggiati sul fronte sanitario: in tal senso il Codacons sta studiano la fattibilità di una azione risarcitoria alla quale potranno aderire tutti i residenti in Sicilia".

Le dimissioni dell'assessore Razza

L'assessore alla Sanità della Sicilia, Ruggero Razza, ha rassegnato le dimissioni travolto dalle indagini della procura di Trapani sulla falsificazione dei dati covid, ma si difende: "Non ho nascosto nulla".

La decisione di rinunciare al mandato è avvenuta "per sottrarre il governo da inevitabili polemiche" poiché in tempo di pandemia le "istituzioni devono essere al riparo da ogni sospetto“.

Razza è rimasto travolto nell'inchiesta sulla falsificazione dei contagi per non fare scattare la zona rossa condotta dalla procura di Trapani nei confronti dei vertici dell'assessorato alla Salute regionale. Secondo i pm sarebbe stato falsificato il numero dei tamponi positivi per mantenere i contagi sotto il livello di allarme ed evitare le chiusure da novembre a marzo. Lo si apprende dal quotidiano la Repubblica. 

Com'è nata l'indagine

Lo scorso autunno un laboratorio di analisi di Alcamo era finito nel mirino degli procura trapanese per alcune irregolarità. In particolare, oltre a far pagare i tamponi ad un prezzo eccessivo ed utilizzare macchinari non certificati per lo screening, sarebbero stati consegnati diversi tamponi negativi a pazienti in seguito rivelatisi positivi. 

Tramite intercettazioni attivate dall'approfondito lavoro di indagine, gli inquirenti sono risaliti all'assessorato alla Sanità e a conversazioni sospette in cui si parlava dell'alterazione dei tamponi per modificare i dati giornalieri dei contagi. 

Un disegno scellerato 

Il giudice delle indagini preliminari di Trapani, Caterina Brignone, ha riconosciuto la fondatezza della ricostruzione dei fatti presentata dalla procura e la necessità di intervenire d'urgenza, trasmettendo gli atti a Palermo per incompetenza.

"Un disegno politico scellerato a cui sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che anzi pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite", ha scritto il gip nell'ordinanza di custodia cautelare, riportata da Repubblica. 
Gli indagati

Il procuratore facente funzione di Trapani Maurizio Agnello e le sostitute Sara Morri e Francesca Urbani hanno richiesto il provvedimento di misura cautelare agli arresti domiciliari per il braccio destro dell'assessore Razza e dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, Maria Letizia Di Liberti e per i suoi due collaboratori, Salvatore Cusimano, funzionario regionale, ed Emilio Madonia, dipendente di una ditta che gestisce i flussi informatici dell'assessorato.

Tra gli indagati compare lo stesso Razza, Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dipartimento retto da Maria Letizia Di Liberti.

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