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Vaticano, tra crisi per Covid e Pasqua a porte chiuse

© Sputnik . Servizio Fotografico Vaticano / Vai alla galleria fotograficaPapa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro
Papa Francesco ha riaperto le celebrazioni liturgiche con i fedeli dando inizio al rito presso la tomba di Giovanni Paolo II in occasione del centenario della nascita del pontefice polacco, nella Basilica di San Pietro - Sputnik Italia, 1920, 29.03.2021
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La crisi per il Covid colpisce anche il Vaticano. Per via della pandemia è stato deciso di tagliare lo stipendio a cardinali, superiori e religiosi. Una notizia che ovviamente ha fatto il giro del mondo. 

Sempre a causa del virus, anche nel 2021 i fedeli cattolici si preparano a vivere una Pasqua con riti cambiati per il rispetto delle norme anti-Covid. Niente lavanda dei piedi il Giovedì Santo, niente bacio della croce il Venerdì Santo, c'è invece invito a favorire la partecipazione dei fedeli anche con celebrazioni online e predisposizione di sussidi per pregare a casa in famiglia.

In concomitanza, la Santa Sede sta cercando di portare avanti la sua campagna di vaccinazione che ha alcune particolarità.

Come sta affrontando questo periodo di difficoltà la Santa Sede? Per fare il punto della situazione, Sputnik Italia ha raggiunto Don Stefano Caprio, Docente di Storia e Cultura russa al Pontificio Istituto Orientale di Roma. 

— Don Caprio, di che cosa si tratta la Spending Review di Papa Francesco? Quanto guadagnano i cardinali e superiori e cosa cambia adesso?

Vaticano - Sputnik Italia, 1920, 24.03.2021
Covid-19, la crisi colpisce anche il Vaticano: il Papa taglia gli stipendi a cardinali e religiosi
— La crisi economica del Vaticano, in realtà, non è cominciata con il Covid, ma dura da diversi anni, e la pandemia ha solo aggravato la situazione. Da un lato, si tratta di un fenomeno naturale, dovuto alla progressiva secolarizzazione dei paesi più ricchi, che assicurano sempre meno entrate alla Chiesa. Tra questi ci sono gli Stati Uniti, in cui da anni le diocesi devono affrontare cause molto dispendiose per gli abusi del clero, veri o presunti (spesso i vescovi accettano patteggiamenti onerosi, pur di chiudere gli scandali). Una Chiesa molto ricca è quella della Germania, dove i cattolici devolvono l’1% delle tasse per il solo fatto di essere battezzati, e molti ritirano la propria dichiarazione di Battesimo per non pagare la “tassa ecclesiastica”. Anche in Italia c’è un sistema legato al fisco, quello dell’8 per mille, che sta fornendo sempre meno sostegno economico alla Chiesa, per non parlare degli scandali finanziari all’interno del Vaticano stesso negli ultimi anni, che hanno costretto il Papa anche a prendere misure drastiche, togliendo la facoltà di spendere fondi propri a tutti i dicasteri, a partire dalla Segreteria di Stato.

Una ragazza sul pavimento della chiesa mentre Papa Francesco dice la messa - Sputnik Italia, 1920, 26.03.2021
Vaticano vaccinerà 1200 poveri per Pasqua - Video
I cardinali sono in realtà più che altro figure simboliche, la “casta vaticana”, anch’essa spesso criticata e accusata di vari scandali finanziari e non, quindi la riduzione dei loro stipendi (e degli altri dirigenti delle strutture centrali, tranne i laici) ha più che altro una funzione pedagogica e dimostrativa. Si tratta di un gruppo di circa trecento persone, che da quando diventano cardinali escono dagli altri sistemi di finanziamento, per entrare in quello diretto della Santa Sede; ognuno di loro, in qualunque parte del mondo abiti, ha a disposizione un appartamento a Roma e altri benefit necessari ad essere disponibili per la relazione stretta con il Papa (“cardinali” deriva dal “cardine” romano, anticamente erano i preti di Roma). Il loro stipendio base non è elevatissimo, tra i tre e i quattromila euro (i vescovi diocesani in media ricevono circa duemila euro, i preti poco più di mille), e la riduzione non aiuta molto a sanare il bilancio vaticano. È un po’ come la riduzione degli stipendi dei parlamentari, almeno in Italia; non serve a molto, ma fa passare un messaggio di sobrietà per tutti, almeno per un certo periodo. In futuro dipenderà dai successori di Francesco, che comunque non potranno smentire l’ideale della povertà ecclesiastica che Bergoglio propone con tanto fervore.

— Ci sono altri fattori che hanno inciso su questa decisione del tutto inaspettata?

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I Musei Vaticani e la Cappella Sistina riapriranno dall’1 febbraio
— Oltre ai fattori a cui ho già accennato, c’è sicuramente il problema della chiusura dei Musei Vaticani, che è una delle maggiori fonti di finanziamento del Vaticano. Stiamo parlando di uno dei primi complessi museali al mondo, quindi le cifre in ballo sono veramente significative. La mancanza dei turisti si sente anche in tante altre strutture vaticane, a partire dalla stessa Basilica di San Pietro e da tante chiese, il cui ingresso è gratuito, ma la cui frequentazione si accompagna spesso a tante altre possibilità di ricevere offerte libere o pagamenti di servizi, sia religiosi che più prosaici, dalla vendita di souvenir ai libri, e ai materiali di devozione.

Come spesso capita alle grandi aziende, il Vaticano produce un grande “indotto”, una serie innumerevole di attività collegate con il flusso dei pellegrini e dei turisti; basti pensare all’ospitalità in case religiose, una vera “rete alberghiera” dipendente da istituzioni legate alla Santa Sede in vario modo.

— Davanti alla terza ondata, come si prepara il Vaticano alla Pasqua? Quali sono le norme per le celebrazioni della Settimana Santa?

— Quest’anno le celebrazioni si svolgeranno tutte in presenza di un limitato numero di fedeli, che è già un grande progresso rispetto allo scenario impressionante dello scorso anno, quando papa Francesco si è mostrato al mondo in solitudine sulla piazza San Pietro, una delle scene più drammatiche della pandemia dovuta al Covid-19. Non ci saranno comunque le grandi folle abituali, soprattutto in relazione ai riti più comunitari e coinvolgenti, come la processione della Domenica delle Palme, la Via Crucis al Colosseo e la stessa Veglia Pasquale, fino alla benedizione “Urbi et Orbi” della Domenica di Pasqua. Tutti questi grandi riti sono di fatto sospesi, o verranno celebrati in forma quasi privata e senza raduni di piazza. Le Messe solenni della Domenica delle Palme e del Giovedì Santo verranno celebrate dal Papa con un gruppo ristretto di fedeli all'Altare della Cattedra in San Pietro, quello in fondo alla Basilica; di fatto, il grande Altare maggiore col baldacchino è ormai inutilizzato da un anno. Non verrà celebrato il rito della Lavanda dei Piedi alla Messa dell'Ultima Cena del giovedì, per cui ci si limiterà a leggere il relativo brano evangelico, sicuramente con gran dispiacere di papa Francesco, che si recava simbolicamente per l'occasione dai detenuti nelle carceri, o si chinava sui piedi di persone bisognose, “gli ultimi” per cui Gesù stesso diede la vita sulla Croce.  Un altro grande dispiacere, per il Papa e per il popolo, è la mancanza della Via Crucis del Colosseo, che radunava sempre grandi folle; quest’anno la Croce verrà portata soltanto sullo spazio del sagrato di San Pietro, leggendo meditazioni preparate da un gruppo di ragazzi e ragazze Scout di Roma.

— L’uso dei social media ha aiutato i pastori a offrire sostegno e vicinanza?

Ragazza con mal di testa davanti al computer - Sputnik Italia, 1920, 21.01.2021
‘Contagio emotivo’ – La scienza indaga sulla trasmissione degli stati d’animo tramite social media
— L’uso dei social media è molto importante per la trasmissione anche dei messaggi della Chiesa, lo stesso papa Francesco ha aperto delle pagine molto seguite a livello mondiale. Sono ovviamente i sacerdoti più giovani a utilizzare con efficacia i nuovi mezzi di comunicazione, ma in generale la Chiesa è per vocazione una realtà dedicata alla comunicazione, basandosi sull’annuncio della Parola di Dio. Sono moltissime le applicazioni informatiche che aiutano a comunicare a distanza, ad esempio la piattaforma “preti on-line” per dispensare consigli spirituali, e sono attive da molto prima della pandemia. In questo anno è stato a lungo necessario trasmettere le celebrazioni solo con mezzi a distanza, cosa che del resto già avveniva in molte parrocchie, per aiutare gli anziani con limitazioni di movimento, che da casa possono sentirsi coinvolti nella vita della comunità, e sempre a distanza sono stati riorganizzati i corsi di catechismo, la principale attività delle parrocchie per i ragazzi.

— E come procede la vaccinazione nella Santa Sede, soprattutto dopo l'approvazione del famoso decreto in materia di emergenza sanitaria pubblica dell'8 febbraio 2021, che prevede per chi si rifiuta, "conseguenze di diverso grado che possono giungere fino alla interruzione del rapporto di lavoro"? Sono stati registrati i casi di licenziamento? Cosa Lei personalmente pensa di questa misura molto discussa?

Papa Francesco  - Sputnik Italia, 1920, 14.01.2021
Vaticano, Covid: vaccinati Papa Francesco e l'emerito Benedetto XVI
— Il personale della Santa Sede si sta sottoponendo con tranquillità e fiducia alle vaccinazioni, io stesso mi sono vaccinato di recente nella quota degli insegnanti, in cui sono stati inclusi tutti i docenti delle oltre 20 facoltà teologiche e dei tanti istituti scolastici cattolici romani. Una nota del Governatorato Vaticano ha precisato che non sono previsti licenziamenti o conseguenze punitive per chi decide di non vaccinarsi, ma prevale comunque la “tutela della collettività”. I sacerdoti e gli operatori delle istituzioni religiose, in effetti, sono simili ai medici e agli infermieri; se non si vogliono vaccinare, è giusto che si astengono dal prestare i loro servizi, perché metterebbero a rischio le altre persone, come in effetti è avvenuto in alcuni luoghi in Italia.

Sono totalmente d’accordo su questa linea: nessuna repressione e libertà di scelta, ma richiamo al senso di responsabilità. Chi rifiuta la vaccinazione deve trovare lui stesso una soluzione per evitare rischi, passando a forme di lavoro a distanza, laddove siano compatibili con la propria funzione; i sacerdoti possono ritirarsi nei conventi, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione, senza contatti con i fedeli.

— A Suo avviso, il Vaticano come Stato indipendente, che fra l'altro non fa parte dell'Ue, potrebbe seguire l'esempio di San Marino e approvare il vaccino russo, lo Sputnik V?

La prima scatola del vaccino russo Sputnik V a San Marino - Sputnik Italia, 1920, 28.03.2021
"Italia, c'è da fidarsi": San Marino giudica positiva esperienza con Sputnik V
— In teoria è certamente possibile, ma a differenza di San Marino, che ha comunque un suo territorio separato, pur all’interno dello Stato italiano, il Vaticano è di fatto un quartiere di Roma, e moltissimi edifici e strutture sono ancora più immersi nella realtà cittadina; pensiamo alle Congregazioni che hanno sede a Trastevere, o al complesso degli edifici che stanno attorno a Santa Maria Maggiore (tra cui il Pontificio Istituto Orientale, per cui io stesso lavoro), a due passi dalla Stazione Termini, tanto per fare qualche esempio lampante. È quindi assolutamente logico e necessario che la Santa Sede si adegui completamente alle norme italiane, come avviene in generale per la frequenza alle chiese in tutto il territorio nazionale, dove la Conferenza Episcopale Italiana concorda con le autorità governative le regole. La Chiesa non è sottomessa allo Stato, ma ne fa parte vitale; il Vaticano è uno Stato indipendente più per la funzione simbolica che ricopre, che non per la gestione del territorio che occupa.

Del resto, gli italiani proprio non riescono a percepire il Vaticano come un “Paese straniero”, nonostante tutti i conflitti risalenti all'Ottocento: la Chiesa Cattolica è un fattore “istitutivo dello Stato”, come si usa dire anche in Russia per la Chiesa Ortodossa. Stato e Chiesa da noi si sono combattuti, anche a livello ideologico, ma il popolo italiano considera il Papa come un padre della propria terra, anche quando è straniero e arriva “dall’altro mondo” come l'argentino Bergoglio, che è comunque di origini italiane. Penso che lo Sputnik V verrà finalmente adottato in Vaticano e in tutta Italia, e in diverse parti d’Europa, appena ci saranno tutte le necessarie approvazioni.

— Meno di un mese fa Papa Bergoglio ha fatto la sua prima visita ai tempi del Covid. La Santa Sede intende sviluppare con l'Iraq i rapporti inter-religiosi, economici e nell'ambito del turismo? Il Vaticano sarebbe interessato a contribuire allo sviluppo del turismo di pellegrinaggio a Ur dei Caldei?

— Certamente la Chiesa Cattolica è particolarmente interessata al sostegno della popolazione irachena, come del resto anche di quella siriana e di tutto il Medio Oriente, dove i cristiani spesso sono perseguitati e tanta gente ha sofferto per i conflitti recenti. Non mancano le mete di pellegrinaggio, a partire dalla terra di Abramo a Ur dei Caldei, ma anche in tante altre località intrise della memoria degli antichi patriarchi biblici, e dei Padri della Chiesa dei primi secoli.

Credo che il dialogo inter-religioso con i musulmani abbia come finalità proprio la condivisione di un’eredità storica e spirituale che accomuna le tre grandi religioni abramitiche, ebrei, cristiani e musulmani, ma anche le altre religioni dell’Oriente; basti pensare che a Betlemme, come narra il Vangelo di Matteo, vennero a inchinarsi davanti al Bambino Gesù i famosi Re Magi, rappresentanti delle antiche religioni (forse proprio Persiane), alla ricerca del vero volto di Dio.

— Secondo Lei, questo itinerario potrebbe attrarre anche i pellegrini cattolici?

Dehor deserto a Venezia - Sputnik Italia, 1920, 17.03.2021
Turismo, Garavaglia richiede l'uso di tutti gli strumenti possibili per far ripartire il settore
— Se ci fosse finalmente certezza sulla stabilità e sicurezza di quelle terre, credo che moltissimi cristiani avrebbero il desiderio di visitare dei monumenti e dei luoghi così carichi di storia e simbolismo, come del resto già avviene sul territorio della Turchia, che un tempo era la culla della grande Chiesa bizantina, ma anche di tutto il nord Africa e di altre nazioni vicine alla Terra Santa. Questo è infatti il vero significato del pellegrinaggio: non un “turismo religioso” esotico, ma una specie di “ritorno a casa”, di viaggio per ritrovare sé stessi laddove si conserva la memoria delle grandi iniziative di Dio, il Padre di tutti, che agisce in tutti i popoli e in tutte le culture, e si manifesta pienamente nella Chiesa attraverso le vicende della storia umana.

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