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In Bahrein per il Gran Premio di F1, Renzi si difende: "Viaggi e incarichi legittimi"

© Foto : Twitter Jean TodtJean Todt, Matteo Renzi e Salman ben Hamad Al Khalifa al gran premio del Bahrein
Jean Todt, Matteo Renzi e Salman ben Hamad Al Khalifa al gran premio del Bahrein - Sputnik Italia, 1920, 29.03.2021
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Ancora polemiche e dubbi sulla visita di Renzi in Bahrein. Ma lui si difende: "I miei viaggi sono legittimi, i miei numerosi incarichi internazionali sono tutti rispettosi delle regole del nostro Paese”.

Le foto di Matteo Renzi sorridente ai paddock del primo gran premio di Formula 1 della stagione in Bahrein, assieme al presidente della FIA Jean Todt e al principe e primo ministro del Bahrein Salman ben Hamad Al Khalifa, fanno discutere.

E non solo perché la partecipazione all’evento sportivo sembra uno schiaffo a milioni di italiani chiusi in casa e impossibilitati a spostarsi anche solo nella regione confinante con la propria.

C’è anche chi si chiede, dopo l’endorsement al principe saudita Mohammed Bin Salman durante un discusso viaggio a Riad, se per l’ex premier si sia trattato soltanto di un poco elegante viaggio di piacere o di una missione politica visto l’interesse crescente del senatore per i Paesi del Golfo. Non è chiaro.

A fine gennaio la sua visita a Riad per partecipare, dietro compenso, ad un evento organizzato dalla monarchia saudita, al centro delle polemiche per l’affaire Kashoggi e per l’oscurantismo in tema di libertà religiosa e diritti umani, aveva sollevato un vespaio di critiche.

​Al forum internazionale organizzato dal Future Investment Initiative Institute finanziato dalla famiglia reale saudita, aveva preso parte anche l’ex amministratore delegato della Ferrari, che su Twitter ha pubblicato le foto con Renzi.  

Prima ancora il leader di Italia Viva era volato in Senegal, dove, secondo la presidenza del Paese africano è stato “accompagnato dalla famiglia Ferrari” per discutere, si apprende ancora dal quotidiano Domani, “un progetto di piattaforma di trasporti e logistica a livello della zona economica speciale di Diass”, non lontano da Dakar.

L’ex premier, oggi, si difende dalle accuse. “Sui giornali troverete paginate intere sui miei viaggi all’estero ma neanche un trafiletto sull’incredibile risultato del Family Act”, scrive in una nuova e-news. “Ormai – continua - è deciso che io faccio notizia solo se parlo di Arabia, Senegal, Bahrein”.

“I miei viaggi sono legittimi, la mia dichiarazione dei redditi è pubblica, i miei numerosi incarichi internazionali sono tutti rispettosi delle regole del nostro Paese”, si giustifica il leader di Italia Viva. Le polemiche, però, sembrano essere destinate a continuare.
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