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Beppe Grillo non si smuove, serve il vincolo dei due mandati o M5s non va oltre il 5%

© AP Photo / Gregorio BorgiaBeppe Grillo
Beppe Grillo - Sputnik Italia, 1920, 29.03.2021
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Beppe Grillo sulla regola del doppio mandato ai parlamentari grillini non deroga e gli esponenti più in vista si sono fatti i conti in tasca e già tremano al pensiero di restare fuori dal 2023.

Per Beppe Grillo non si può derogare alla regola dei due mandati, almeno quella non gliela toccate, perché altrimenti il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche non prenderà più del 5%.

“Se si deroga al limite dei due mandati il M5S raggranellerà il 5%”, avrebbe detto il cofondatore dei pentastellati come riportato dall’Adnkronos.

Grillo avrebbe detto anche che chi chiede di sterilizzare la regola “resterà comunque fuori dal Parlamento”. Una preveggenza dell’Elevato o un avvertimento a chi non si allinea: o con me, o fuori dal M5S anche tu?

La questione è assai delicata all’intero del partito dei Vaffa Day perché, come non bastassero i problemi, ora si aggiunge anche questa presa di posizione di Beppe Grillo che ha gelato il sangue nelle vene anche ai principali esponenti del Movimento.

Giuseppe Conte salvali tu

Sempre l’Adnkronos riporta che sarebbe stato affidato a Giuseppe Conte l’incarico di salvatore dell’unità interna del Movimento anche su questo punto.

C’è chi vorrebbe che fosse Conte, infatti, a convincere Beppe Grillo a derogare, perché altrimenti anche quelli che ancora fanno parte del Movimento 5 Stelle e non lo hanno già abbandonato, in gran parte non potrebbero più candidarsi nel 2023.

Rousseau o non Rousseau?

E poi c’è la questione Rousseau, la piattaforma che il Movimento 5 Stelle ha usato in questi anni per i suoi referendum interni, votazioni e scelte politiche votate dalla base.

La piattaforma è gestita dalla omonima associazione di scopo, con a capo Davide Casaleggio: di fatto la piattaforma viene sviluppata dalla sua società.

Con la piattaforma sono sorti non pochi problemi a carattere economico. Per utilizzarla, infatti, i parlamentari grillini devono pagare una quota. Molti questa quota non l’hanno mai pagata e ora l’associazione vanta un credito cospicuo, ovvero un debito da ripianare.

A Beppe Grillo, riporta ancora l’Adnkronos, qualcuno avrebbe proposto di sbarazzarsi della piattaforma Rousseau, di cui appunto Davide Casaleggio è presidente, e di sostituirla con un’altra interna al Movimento 5 Stelle.

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