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"Italia, c'è da fidarsi": San Marino giudica positiva esperienza con Sputnik V

© Foto : Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino / Andrea CostaLa prima scatola del vaccino russo Sputnik V a San Marino
La prima scatola del vaccino russo Sputnik V a San Marino - Sputnik Italia, 1920, 28.03.2021
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Secondo il numero uno della Sanità della Repubblica del Monte Titano Sergio Rabini, "l'Italia può fidarsi".

Il titolare della Sanità della Repubblica di San Marino ha avuto un'intervista con l'agenzia Adnkronos, in cui ha parlato dell'andamento della campagna di vaccinazione contro il coronavirus con il siero anti-Covid russo Sputnik V, richiesto e molto dibattuto in Italia, come dimostrano le dichiarazioni pungenti del governatore campano Vincenzo De Luca all'indirizzo del governo e di Draghi in particolare per la sua freddezza sull'uso del preparato russo e l'intervento del presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini sostanzialmente in difesa delle ragioni di Palazzo Chigi.

"Abbiamo già fatto 9.860 vaccinazioni, 7.400 con Sputnik", ha affermato Sergio Rabini.

Relativamente a Sputnik V Rabini ha rilevato la mancanza di effetti collaterali gravi dopo la somministrazione, con un unico caso di reazione allergica risolto agevolmente senza compromettere la salute del paziente.

"Il giudizio sui vaccino russo è obiettivo ed è positivo, anche se è presto per una considerazione finale. Ma è un vaccino di cui ci si può fidare. Per ora gli effetti avversi sono stati limitati e lievi, in linea con quelli degli altri vaccini (3-4%). Per lo più sindromi simil-influenzali, astenie, cefalee, della durata di 24-48 ore massimo 72 ore. Abbiamo avuto solo una reazione allergica che si è risolta con la somministrazione di una antistaminico cortisonico e il paziente tenuto in osservazione".

Vaccinazione con Sputnik V a San Marino - Sputnik Italia, 1920, 26.03.2021
A San Marino tra i vaccinati con lo Sputnik: "È un vaccino valido, non capiamo l'inerzia dell'Ue"

Rabini ha poi parlato del perché San Marino ha scelto proprio Sputnik V per la sua campagna vaccinale.

"A gennaio avevamo stipulato con il governo italiano un memorandum che prevedeva 1 dose per noi ogni 1.700 che arrivavano in Italia. Poi ci sono stati i ritardi, i rallentamenti e quindi l'Ue si è trovata ad avere un quantitativo di dosi molto basso e ne abbiamo risentito anche noi a San Marino. Ci siamo ritrovati a metà febbraio in grave ritardo rispetto agli altri Paesi. Così, visti i buonissimi rapporti che noi abbiamo con la Russia, abbiamo pensato a Sputnik".

Il titolare della Sanità sanmarinese ha poi indicato su quali basi scientifiche è stato scelto il siero anti-Covid del Centro Gamaleya.

"Abbiamo analizzato le evidenze scientifiche sul vaccino russo e la bontà del fatto che, allora, era già in uso in 30 Paesi. Noi non abbiamo un'agenzia come l'Aifa, la nostra Commissione tecnica scientifica ha chiesto alle autorità russe di poter avere 7.500 vaccini che sono arrivati in poco tempo. Ci sono state videoconferenze con gli esperti russi e poi il 23 febbraio sono arrivare le dosi. Noi ci siamo fidati anche degli studi pubblicati 'Lancet' e dell'Inmi Spallanzani di Roma che ha parlato bene del vaccino. Al momento tutto procede per il meglio".

Sputnik V

​"Sputnik V" è stato registrato dal ministero della Salute della Federazione Russa nell'agosto 2020; è stato sviluppato dal Centro di Ricerca Gamaleya. La rivista scientifica Lancet ha pubblicato i risultati della terza fase di sperimentazione clinica di "Sputnik V", confermandone l'elevata efficienza e sicurezza. Durante gli studi clinici di fase III, Sputnik V ha dimostrato alti tassi di efficacia, immunogenicità e sicurezza: l'efficacia del vaccino è stata del 91,6%.

Come ha notato il direttore del centro di Gamaleya Alexander Ginzburg, il vaccino russo fornisce una protezione al 100% contro i casi gravi e moderati di infezione da coronavirus.

Sputnik V è costruito sulla piattaforma collaudata e ben studiata di vettori adenovirali umani. Il farmaco utilizza due diversi vettori per due richiami durante l'intero ciclo di vaccinazione, cosa che rende l'immunità più forte e stabile rispetto ai vaccini che utilizzano lo stesso meccanismo di somministrazione per entrambi i richiami.

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